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Al MIT la ricerca si fa impresa. Un paradigma da adottare anche in Italia

Un ricercatore del MIT è riuscito ad aumentare l’efficienza delle celle solari al silicio, mantenendone invariato il costo. Da questa sua scoperta è nata una start-up. Proprio in questi giorni la nuova azienda ha ottenuto il suo primo finanziamento. Una storia a quanto sembra facile e veloce quella dalla 1366 Technologies. Dalla ricerca all’impresa, come dovrebbe essere secondo il migliore paradigma dell’attuale economia della conoscenza. Una storia che fa scuola anche in Italia, dove chi lavora nel campo del così detto ‘trasferimento tecnologico’ sa quanto difficile sia creare link tra il mondo accademico e quello imprenditoriale.

Alla base del ‘core business’ della 1366 Technologies c’è la capacità di produrre celle al silicio più efficienti di almeno un 27% rispetto alle comuni celle fotovoltaiche. Si tratta di celle al silicio multi cristallino, normalmente più economiche delle comuni celle al silicio monocristallo. I primi prototipi sono stati sviluppati nei laboratori del MIT da Emanuel Sachs, professore di Ingegneria Meccanica. E’ lui uno dei fondatori della 1366 Technologies. Grazie ad un investimento fatto da alcuni venture capitalist è stato finanziato il primo impianto pilota necessario per la produzione delle prime celle. Un investimento di 12.8 milioni di dollari in tutto. Nel giro di un anno l’azienda deciderà se avviare la produzione su scala industriale delle celle.

Tre i fattori chiave che consentono un aumento di efficienza. Il primo è il metodo utilizzato per aggiungere consistenza alla superficie delle celle. In questo modo il silicio è messo in grado di assorbire più luce. La superficie della cella è dotata di una serie di scanalature che impediscono alla luce del sole di fuggire via, aumentando la resa di ogni singola cella. Il secondo è dato dai fili d’argento che raccolgono la corrente elettrica generata dal silicio. Questi fili sono stati miniaturizzati, aumentandone la conduttività. Infine, i cavi metallici che raccolgono la corrente prodotta dagli elementi scanalati sono stati a loro volta incisi in modo da farli funzionare a loro volta da specchio.

La 1366 Technologies prevede entro un anno di avviare la produzione industriale di queste celle. Nello stesso tempo, però, darà in licenza la tecnologia sviluppata ad altri produttori di pannelli solari. Le intenzioni sono di rendere disponibile questo nuovo sviluppo al più presto possibile, anche per dare un contributo significativo alle questioni ambientali legate alla produzione di energia. “La curva di diffusione di questo nuovo sistema deve essere esponenziale”, dice il prof. Sachs. “Aspettare anche solo 15 anni sarebbe già troppo tardi”.

(Credits immaigne: http://1366tech.com)

27 / 03 / 2008





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