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Innonation - di Marco Bennici
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Apre il nuovo Grand Hotel Palazzo di Livorno. Il racconto di una passione fatta realtà

Alcuni pezzi di archivio. Sono andato a ripescare i primi articoli del Tirreno che annunciavano l’inizio dei lavori per l’Hotel Palazzo di Livorno. Era aprile 2004. Adesso dopo quattro anni di trattative e di lavori l’Hotel è stato restituito alle città. Inaugurato ieri, è già uno dei nodi fondamentali del nuovo lungomare livornese. Restano ancora aperte alcune questioni che vanno dal Piano della costa al coinvolgimento degli stabilimenti balneari della città. Vocazione al turismo ed eventi. Queste le nuove anime all’interno delle quali la città sta cominciando a muoversi. A pochi giorni dall’inizio di Italia Wave ed a metà percorso del progetto Cisternino 2020 Livorno comincia veramente a respirare qualcosa di nuovo.

Andrea Bulgarella è stato fin da subito davvero entusiasta del suo acquisto. Quando parla dell’Hotel Palazzo gli occhi gli si illuminano di felicità. Si è documentato adeguatamente prima di decidere per l’investimento. Il giorno del suo primo contatto con il Comune di Livorno aveva con sé una serie di fotografie, alcune delle quali mostravano le condizioni in cui si trova attualmente l’edificio mentre altre ricordano il prestigioso passato. Pensava di poter riaprire le porte dell’albergo di Viale Italia entro il 2006. In realtà ci sono voluti due anni in più.

Uno dei testi su cui si inizialmente documentato è il libro di Francesca Cagianelli e Dario Matteoni (“Livorno, la costruzione di un’immagine: le smanie della villeggiatura”). Da lì ha tratto spunti per spiegare il progetto che aveva in mente per rilanciare il Palazzo. Diceva: «Vedete - dice rivolgendosi ai cronisti - in questa immagine di inizio secolo l’albergo è circondato da una cancellata artistica, mentre oggi c’è un muro che lo separa dalla città. Ecco, la mia idea è di abbattere il muro e di ripristinare il cancello in modo che tutti abbiano la possibilità di vedere questo splendido edificio, una volta che sarà restaurato».

Ma com’è nato questo amore per lo storico albergo che si affaccia sul lungomare labronico? «Ero amico del prefetto di Trapani, Vitocolonna, che per tanti anni era stato capo di gabinetto alla Prefettura di Livorno - ricorda l’imprenditore - Un grande uomo, un servitore dello Stato, che si era innamorato di Livorno e in particolar modo dell’Hotel Palazzo: mi parlava sempre di questo albergo e della sua maestosità e così, molti anni dopo, quando iniziai a lavorare nel Pisano, decisi per curiosità di venire a vederlo. Ci rimasi male perché era chiuso, ma ne rimasi colpito per la bellezza. Così iniziai a cercare dei contatti, però la situazione era poco chiara e non se ne fece di nulla». «Un paio di mesi fa ho incontrato la persona giusta al momento giusto. E’ l’avvocato Paolo Spataro, che rappresentava gli interessi della società proprietaria: in una serata abbiamo raggiunto l’accordo. Era destino che venissi a Livorno...».

Ma la scelta di comprare l’Hotel Palazzo ha avuto ovviamente anche motivazioni imprenditoriali. «Certo, perché Livorno ha tutto per affermarsi come località turistica. E’ una città di porto, bella e importante, con un lungomare meraviglioso impreziosito dalla Terrazza Mascagni, che è splendida, senza dimenticare gli stabilimenti balneari. E poi c’è il progetto di trasformazione urbana della Porta a mare, che porterà alla creazione di un importante polo nautico e commerciale. In una situazione del genere, con grandi potenzialità, ci vorrebbero tre o quattro alberghi di grande livello. Ecco perché credo che il Palazzo possa puntare su una clientela d’élite: il turismo cresce solo se ci sono strutture e servizi. Anche a Trapani mi davano del pazzo quando inziai a recuperare e gestire le prime strutture alberghiere. “Chi vuoi che venga qua”, mi dicevano: oggi i miei alberghi sono sempre pieni. E secondo me, Livorno ha tutte le carte in regola per fare turismo ad alto livello».

03 / 07 / 2008


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