Azzurri: conto alla rovescia per Italia-Francia. Entusiasmo e strategia tra politica e pallone

“Battiti combattiti” intona l'inciso di una canzone di Claudio Baglioni. Dalla stessa voce uscì “Da me a te” ed il recitativo di “Prima del calcio di rigore”. Il calcio come virtù nazionale. Specchio di una nazione che si confessa e non smette mai di credere nelle potenzialità terapeutiche del pallone. A poco meno di 48 ore dalla prossima sfida tra Italia e Francia un intero paese fa quadrato attorno agli azzurri ed al suo ct. Una sfida da cui si attendono conferme più che dall'intero Europeo. Conferme sul nostro ruolo di campioni del mondo e sulla possibilità di dimostrare ancora qualcosa nel torneo continentale.
Le letture sono sempre molteplici. Al calcio si attribuisce sempre più spesso un ruolo di profezia. Dal tenore dei calciatori in campo si deducono tendenze legate al carattere della politica e del contesto sociale. L'Italia sfibrata, smidollata e bambocciona è quella che abbiamo visto contro l'Olanda. Contro la Romania è venuto fuori un po' meglio il carattere. Di tante occasioni prodotte nell'area avversaria sola una si è tradotta in goal, cioè nell'unico risultato valido ai fini della classifica del girone. Adesso arriva la Francia. Più o meno la stessa che ci ha visto uscire dagli spogliatoi campioni del mondo.
Ci vorrebbe una prova di carattere. Carattere per ora messo fuori solo da Buffon. Il portiere della Juventus stamani dalle pagine dei giornali sprona i suoi a crederci ancora. Nonostante tutto. Soprattutto nonostante la paura del 'biscotto' olandese. Una partita vinta con la Francia, pur restando fuori, sarebbe sempre un bel modo di uscire a testa alta. Ce la giochiamo sul filo del rasoio. Senza alcun altra alternativa e senza una precisa strategia pensata in partenza nell'affrontare questo girone.
Una parabola insomma. E' probabilmente la parabola migliore per raffigurare le sorti del nostro paese. Stretto da una serie di emergenze tuttaltro che irrilevanti. E' questa l'Italia versione 2008. In un clima di dialogo che si pone come ultima alternativa prima del disastro, ci stiamo giocando tutti l'ultima match. L'ultima alternativa per non restare fuori. Saremo capaci probabilmente di un'altra bella prova di carattere. Domani sera torneremo a casa forse anche entusiatsti dei nostri azzurri. Ma non dimentichiamoci del valore della strategia.
In un mondo che è veramente sempre più complesso e in cui le variabili in gioco sono sempre maggiori, l'entisiasmo ed il carattere probabilmente non sono più sufficienti. Occorre un piano, uno schema, un sistema che sia in grado di integrare tutte le altre variabili in gioco. E' questo che ci aspettiamo dai nostri giocatori. E' questo che ci aspettiamo dalla politica e dal paese.
(Autore immagine: Flickr artemisia_berlin - Authorization Licensed)
16 / 06 / 2008
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