Cisternino 2020. A Livorno primo appuntamento interlocutorio con il Sindaco e gli assessori 
Il progetto Cisternino arriva a metà percorso. Il 24 giugno scorso i ragazzi del progetto partecipato hanno avuto un primo appuntamento di confronto all'interno di Villa Fabbricotti con il sindaco Alessandro Cosimi e gli assessori Massimo Guantini ed Emiliano Chirchietti. Un momento interlocutorio finalizzato a mettere al corrente dei lavori e delle soluzioni prodotte fino ad ora. La professoressa Marianella Sclavi ha fatto una sintesi di tutte le idee proposte. Grande entusiasmo da parte di tutti i partecipanti. La Sclavi ha apprezzato particolarmente la qualità del materiale prodotto. I tempi per la chiusura del processo partecipato potrebbero accorciarsi notevolmente.
Sono tre i criteri generali all'interno dei quali progettare il nuovo Cisternino. Un luogo di “vitalità-convivialità”, bello da frequentare ed aperto possibilmente 24 ore su 24. Uno spazio che sappia partire dai margini per cercare tutti i pubblici possibili. Al suo interno dovranno essere sviluppate iniziative trasversali, capaci di attirare coloro che altrimenti potrebbero restarne tagliati fuori. Arte, cultura, libertà di espressione. Essenziale la presenza di un Bar dove poter bere e mangiare qualcosa. Molto apprezzata la proposta di ricavare al suo interno anche un punto di ascolto e diffusione della musica jazz.
“Coprotagonismo, innovazione, dialogo”. Sono queste le parole chiave della seconda anima del Cisternino. Rientra a pieno titolo in questo secondo criterio il tema della gestione partecipata e dell'attenzione culturale al cambiamento, dell’ascolto attivo e della gestione dei conflitti. Nello stesso tempo il Cisternino dovrebbe essere anche uno spazio di proiezione verso il futuro, verso un domani da costruire da protagonisti. Particolare attenzione è stata data ai temi dell'innovazione, dello sviluppo economico della città e delle ricadute che dovranno prodursi all'esterno del Cisternino una volta che entrerà in funzione. “Servizio”. E' questo il terzo ed ultimo criterio pronunciato dalla Sclavi. Un centro al servizio della città e delle iniziative culturali per essa necessarie. Un luogo di formazione, sede di iniziative di master universitari ed in cui poter imparare i segreti dei mestieri, incontrando i protagonisti di alcune professionalità. Sono raggruppate qui dentro anche tutte le proposte di 'sportello' formulate durante l'Open Space.
Resta ancora da definire tutta la parte legata alla gestione. Sicuramente essa dovrà essere improntata ai criteri dell'ascolto attivo e della gestione dei conflitti. Marianella Sclavi spiega che "una delle attività che a breve coinvolgerà i partecipanti al processo sarà quella della stesura di uno statuto". Le enunciazioni in esso contenute dovranno essere sottoscritte da chi sarà incaricato della gestione della struttura. Chi potrà gestirla non è ancora chiaro. Varie le ipotesi sul tavolo, non ultima quella di una associazione no profit all'interno della quale potrebbero confluire in un primo momento i partecipanti al processo.
L'Assessore alla partecipazione Emiliano Chirchietti in apertura ha espresso grande apprezzamento per il lavoro fatto fino ad oggi, affermando che "è opportuno replicare simile modalità di lavoro su altre realtà cittadine". A fine incontro hanno preso la parola il sindaco Cosimi e l'assessore Guantini. Tutti i progetti formulati si caratterizzano per una “forte attinenza alla struttura ed al contesto in cui è inserita”, ha affermato l'Assessore alle politiche culturali Massimo Guantini. L'interesse dell'amministrazione verso questo tipo di percorso è forte, in quanto tramite il Cisternino si punta ad una riqualificazione dell'intera area. Strategico sarà anche pensare ad una delocalizzazione degli interessi che non potranno trovare immediato riscontro dentro questa struttura. Guantini accenna alla necessità di mettere in rete il Cisternino di via Grande con quello di Pian di Rota.
Si sofferma poi sul concetto di responsabilità. Un tema su cui torna con molta forza anche Cosimi. Parla dei diritti e doveri che devono rispettare coloro che interloquiscono con l'amministrazione. “Occorre un rispetto del 'principio di autorevolezza' verso l'amministrazione”. Solo nel rispetto di questi diritti e doveri è possibile immaginare un allargamento del terreno della democrazia. Il lavoro fatto è di alto livello, come scandisce in apertura Chirchietti. Il Comune crede veramente nella partecipazione, come testimonia la recente firma del Protocollo d’Intesa sulla Legge per la Partecipazione della Regione Toscana. Tutti i gruppi sono riusciti ad anticipare notevolmente i tempi. Marianella Sclavi chiarisce che con questi presupposti il processo, pianificato in origine fino a metà dicembre, potrebbe concludersi con circa un mese e mezzo di anticipo. Il prossimo appuntamento intanto è per un ‘tavolo di confronto creativo’ tra partecipanti ed amministrazione fissato per il prossimo 17 luglio.
Fonte: Il Tirreno
01 / 07 / 2008
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