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Con MicroPlace la Banca dei Poveri è su e-Bay

Idee e risorse. Sono questi gli ingredienti per avviare un’attività d’impresa. Idee se ne possono avere molte, in fondo sono gratis, ma spesso ciò che manca sono le risorse finanziarie. La rivoluzione nel credito d’impresa comincia nel 1976 in Bangladesh ad opera di Muhummad Yunus. Attraverso piccoli prestiti fatti a tassi di interesse abbordabili per tutti la ‘banca dei poveri’ ha consentito a molti di avviare piccole attività imprenditoriali. Una soluzione che dai paesi in via di sviluppo si è estesa anche ai paesi ricchi. Adesso il microcredito va online e su internet si chiama MicroPlace.

Per immaginarsi come funzioni questa nouva forma di prestito per lo sviluppo basta pensare ad un sorta di ‘eBay solidale’. Invece di scambiare borsette, gommoni o francobolli, si prestano piccole somme di denaro a una contadina boliviana o a un agricoltore cambogiano. MicroPlace è stato lanciato dalla stessa eBay. Microfinanza invece di beneficenza. Piccoli investimenti invece di donazione. Il sistema funziona con i microfinanziamenti, somme anche irrisorie, meno di 50 dollari, prestate a individui, che normalmente non hanno accesso al sistema bancario perché senza garanzie reali e rischiano di soccombere all’usura per comprare un telaio, aprire un forno, aggiungere una cabina nel suo call center.

Come rivela Repubblica.it “all’origine di MicroPlace c’è Tracey Pettengill, un’intraprendente signora non nuova all’attivismo da web”. La fondatrice “ai tempi dell’università aveva aperto un sito di charity per incrociare le offerte di denaro di privati con i progetti delle associazioni non profit. Uno stage in Bangladesh presso la Grameen Bank, pioniera nel sistema dei microprestiti, convince la businesswoman che, rispetto alla logica delle offerte, la microfinanza è una leva strategica più efficace nelle politiche di cooperazione. Tornata negli Usa, decide di utilizzare le tecniche della rete per la divulgazione di questi modelli di economia informale”.

Lo scopo è raggiungere l’investitore occasionale. Sollecitare l’attivismo partecipativo-sociale proprio di Internet con mediazione ridotta all’osso e massima trasparenza sull’utilizzo dei fondi. “La convinzione che dal proprio pc sia possibile cambiare il mondo con microprestiti è più forte della preoccupazione di non rientrare in possesso delle somme prestate, né tanto meno un ritorno economico: rassicurante il dato secondo cui il 99% dei prestiti vengono sempre restituiti”.

Microplace.com nasce nel 2006. La neonata società viene acquistata meno di anno dopo da eBay, che potenzia il sito e ora lo rilancia alla grande. Le modalità di funzionamento sono illustrate da Affari e Finanza sulle pagine di Repubblica.it: "Sulla pagina di apertura, il finanziatore sceglie continente e paese in relazione ai quali sono presentate le opportunità d’investimento selezionate da una Ong locale, che beneficiano imprenditorialità diffusa di individui o piccole comunità. Si parte da un investimento minimo iniziale di 100 dollari ma quelli successivi possono essere inferiori. Il tasso d’interesse oscilla tra l’1,53%. La restituzione dei prestiti è a 23 anni e il meccanismo di trasferimento dei fondi (senza costi aggiuntivi ) è affidato a PayPal, altra società del gruppo eBay specializzata nei pagamenti online, ed è all’insegna della semplicità e della trasparenza. I creditori ricevono un messaggio "hai dei soldi" sul loro account sul sito appena i guadagni consentono al neo imprenditore di rientrare dalla sua esposizione".

(Autore immagine: Flickr markusaarstad - Authorization Licensed)





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