Domande di innovazione e risposte da osservazione etnografica
Spesso vecchi concetti si vanno a rimescolare tra di loro generando per essi nuovi significati semantici. Avviene a volte in maniera potente, quasi epifanica. Basti provare mescolando tra loro il termine ‘innovazione’ con quello di ‘design’. Questi due vocaboli possono essere coniugati continuamente al tempo presente tramite la tecnica dell’osservazione etnografica. Ne è un maestro Arnold Wasseman, fondatore di The Idea Factory, una fabbrica di idee (
www.ideafactory.com). Nella sua visione ‘innovazione’ e ‘design’ di fondono naturalmente tra loro abbattendo tante barriere esistenti fino a ieri. Secondo Wasserman per innovare bisogna prima di tutto osservare. Qualsiasi soluzione innovativa non sarebbe tale se non riuscisse a rispondere ai reali bisogni manifestati dalle persone. E’ questo il succo della ‘Human Centered Innovation’ da lui ‘predicata’ nel corso di seminari, interviste e pubblicazioni di vario genere. Per osservare le persone però occorre metodo ed occorre soprattutto avere una unità di misura su cui parametrare alcune intuizioni che potranno trasformarsi in innovazione. La tecnica da lui sviluppata è quella del ‘costumator’, una tecnica che si sviluppa sull’osservazione prolungata di un soggetto. Di esso si segnano tutte le cose rilevanti notate durante il periodo di osservazione, se necessario il soggetto osservato verrà adeguatamente stimolato a fornire delle risposte. Tutti i dati raccolti costituiscono la base da cui partire nel processo di invenzione di nuovi prodotti o servizi. L’output finale di questa tecnica costituisce un buon punto di partenza per la costruzione di scenari futuri con cui misurarsi nel tempo.
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