Dopo la visita ufficiale l’America riflette sul detto e non detto di Benedetto XVI 
Da distante a rassicurante. E' questa la metamorfosi di Benedetto XVI nei cuori degli americani. Nella sua visita di sei giorni all'America dalle ferite ancora aperte di Ground Zero e della pedofilia, il Santo Padre si è rivelato per gli States una sorpresa. Risoluto e astuto ha saputo intessere un dialogo senza erigere barricate, gestendo alcuni passaggi difficili che hanno visto negli stessi giorni della sua presenza oltre oceano la Corte Suprema americana dichiarare legale l'esecuzione capitale con iniezione letale.
Un protagonista globale ed universale. Lascia questo preciso ricordo Benedetto XVI in America. Ha fatto breccia sia alla Casa Bianca che nei cuori dei giovani che lo hanno accolto con bagni di folla. Adesso la voce del Papa è destinata a farsi sentire molto di più di quanto non sia successo nei primi tre anni del suo pontificato. Il rapporto con gli States era veramente un'incognita dopo le 'sventagliate' di Giovanni Paolo II sulle guerre degli anni '90 e 2000. Un peso non indifferente nei rapporti tra Santa Sede e chiesa statunitense ha anche avuto la piaga della pedofilia di cui si sono macchiate le cronache recenti, vedendone come protagonisti alcuni membri del clero americano.
E' proprio su quest'ultimo fronte che Benedetto lascia anche un'eredità complessa per la Chiesa americana. La scelta del Papa di farne un costante richiamo durante la visita, le sue continue espressioni di dolore e l'incontro senza precedenti con vittime di abusi sessuali, lasciano ora i vescovi degli Stati Uniti con il compito di decidere come procedere. Con queste vittime il Papa ha pregato mano nella mano nella cappella della Nunziatura di Washington. Sono le uniche immagini di questa visita rimaste segrete. Lì non sono arrivate le telecamere e gli obiettivi dei fotografi. C'è un dolore che si ammanta del più stretto riserbo anche quando è accompagnato per mano da una delle ‘icone della moralità’ più importanti della Terra.
La visita del Papa al centro dell'America. La sua apertura e la sua caratura per sei giorni al centro di un paese che nonostante tutto continua a porsi al centro del mondo. Da lì una nuova condanna ala relativismo. Nello stesso tempo un tema forte 'Cristo nostra speranza', scelto come filo conduttore di tutta la visita. Una rilettura dei valori-chiave americani alla luce del concetto di libertà contemporanea. "C'é chi oggi asserisce che il rispetto della libertà del singolo renda ingiusto cercare la verità, compresa la verità su che cosa sia bene. In alcuni ambienti - ha aggiunto Benedetto XVI - il parlare di verità viene considerato fonte di discussioni o di divisioni e quindi da riservarsi piuttosto alla sfera privata. E al posto della verità - o meglio, della sua assenza - si è diffusa l'idea che, dando valore indiscriminatamente a tutto, si assicura la libertà e si libera la coscienza. E' ciò che chiamiamo relativismo".
Nei sei giorni di visita il Santo Padre è stato accompagnato da una vasta copertura mediatica e da misure di sicurezza talvolta superiori a quelle usate per lo stesso presidente George W. Bush. Dal giardino della Casa Bianca all'incontro con gli educatori alla Catholic University, dalle Messe negli stadi di baseball a quella a St.Patrick, fino all'abbraccio di 22.000 giovani vicino al seminario di Yonkers, fuori New York: ovunque il Papa ha proposto agli americani una rilettura della loro storia valorizzando ciò che di positivo a suo avviso esiste nell' esperienza degli Stati Uniti, ma mettendo nello stesso tempo in guardia sui rischi come secolarismo, individualismo, materialismo, perdita dei valori.
Il traguardo dell'itinerario proposto dal Papa è un altro. "Nel cercare la verità arriviamo a vivere in base alla fede perché, in definitiva, la verità è una persona: Gesù Cristo". Tra gli appuntamenti più significativi anche la visita in una sinagoga di New York - dove vive la più grande comunità ebrea al mondo fuori da Israele - e la preghiera nel 'pozzo' di Ground Zero, uno dei luoghi-simbolo del XXI secolo. Dovunque è andato, il Papa non ha mancato di porre l'accento sulla difesa del valore e della dignità della vita umana: un tema emerso con particolare rilievo nel discorso all'Onu, uno dei momenti a cui la Santa Sede attribuiva maggiore importanza nella visita.
Mentre scorrono le immagini di questa visita americana con quelle degli auguri per l'81mo compleanno sul prato della Casa Bianca, della sfilata sulla papamobile sulla Quinta Avenue, degli inediti abbracci del Papa sorridente ai giovani di Yonkers, dello scambio di doni con un rabbino in sinagoga a New York, scorrono anche le parole non dette, quelle appena accennate in controluce. Come tutte quelle sulla pena capitale o pena di morte che dir si voglia. Il silenzio su questi argomenti non equivale certo ad un consenso verso simili forme di pratica. Nel magistero della Chiesa la vita è comunque sempre sacra ed inviolabile. Rifletteranno anche su questo aspetto gli americani. A volte il silenzio pesa e vale molto di più della più ferma e certa della condanne.
(Autore immagine: Flickr seleniamorgillo - Authorization Licensed)
24 / 04 / 2008
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