Facce da ItaliaWave. La musica come elemento identitario oltre la politica e gli schieramenti

L’estate rallenta. E lascia ai pensieri un po’ più di spazio. Aumenta il volume della musica e si mettono da parte beghe e problemi. Almeno apparentemente. “Il mondo ha bisogno di leggerezza”, avevo commentato qualche giorno fa. Ed è proprio vero, specialmente in questo momento di nubi che si affollano sopra le nostre teste. Create non solo dall’afa estiva, ma anche dalla poca trasparenza con cui gestiamo le cose e con cui esse stesse sono gestite.
Quando sale il volume sembra quasi ci sia solo la musica e nient’altro intorno. Con l’estate questo elemento di fondo sembra piano piano conquistare ogni spazio, sollevando tutto ed illuminando tutto. Dal sito del prossimo Italia Wave vedo le facce di coloro che saranno i protagonisti della prossima kermesse labronica. E Livorno sa bene cosa sia la leggerezza, quella leggerezza di cui abbiamo veramente tanto bisogno.
Che la musica sia elemento identitario non è certo una novità. La portiamo nel sangue senza accorgercene. Battiamo a tempo appena un qualche ritmo cattura la nostra attenzione. Guardo le facce e mi chiedo quale ritmo corrisponda ad ognuna di esse. Mentre ci penso affiorano nella testa immagini di politici, di parlamenti e di governi. Elementi che sfuggono alla certezza. Elementi che non abbiamo mai imparato a pesare. Mentre la musica va avanti a continua a fare da sotto il suo lavoro, tessendo una rete di sicurezza su cui indubbiamente e a malincuore possiamo fare affidamento.
Marco Bennici
Autore immagine: Flickr.com
12 / 07 / 2010
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