Festival della Creatività. Connessioni nuove ed utili per domani 
Il Festival della Creatività impazza. A vederlo dall’interno è un grande contenitore fatto di visioni, prospettive e possibilità. Un grande dizionario di cosa possa voler dire ‘creatività’. Appuntamento fin troppo generalista, visto con l’occhio del Padiglione Spadolini, dove si sta svolgendo la Borsa della Innovazione e della Ricerca. Occasione per vivere la città in una forma diversa, riappropriandosi di alcuni spazi normalmente negati alla fruizione del pubblico, visto con l’occhio della migliaia di avventori.
Si parla di 60.000 visitatori nel solo primo giorno di apertura. La Regione Toscana conta domenica sera al termine della kermesse di annunciare 200.000 visitatori. Potrebbero essere anche di più. Un pubblico trasversale. Ci sono tanti ragazzini accompagnati la mattina dalla scuola e di ritorno il pomeriggio con il gruppo di amici. Tantissimi i teenager. All’imbrunire sono loro a popolare i padiglioni che restano aperti per ospitare i vari eventi serali e notturni. Musica e Dj set, installazioni d’arte e proiezioni cinematografiche, eventi teatrali cool e di tendenza. C’è veramente un po’ di tutto qui dentro. Nel giro di una decina di secondi si può passare da un seminario sull’utilizzo di Second Life alla scrittura collaborativa di un racconto per il sito InToscana.it.
Gli spunti per una riflessione più ampia su cosa sia veramente la creatività non mancano. Tra tutte le definizioni possibili il festival fiorentino sembra preferire quella del matematico Henri Poincaré: "Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili". Le connessioni alla Fortezza da Basso in questi giorni di possono ‘tagliare a fette’ da quanto sono spesse. Il clima ne rafforza indubbiamente l’intensità. A volte passando davanti a certe soluzioni viene da chiedersene l’utilità, categoria che descrive l’applicazione che può essere data ad un certo tipo di ritrovato. A volte sfugge la possibilità di utilizzo, le ricadute economiche delle idee esposte. A volte, probabilmente, possono servire in quanto belle in sé, al di là delle ripercussioni concrete che potranno generarsi.
Mentre cerco di organizzare questi pensieri, l’occhio mi cade sulla prima pagina di Repubblica di oggi. Tre titoli. “Draghi: salari troppo bassi”, “Putin avverte gli USA: è come la crisi di Cuba”, “Oggi a Milano Veltroni lancia il PD”. Li leggo in sequenza. Ci bevo dietro un caffè, mentre attorno a me la gente incuriosita continua la sua visita alla fiera della Fortezza da Basso.
Parlare di creatività in un paese come il nostro è certo una provocazione. Ben vengano iniziative come quella di questi giorni. Occorre poi una piattaforma politica capace di tradurre in termini concreti il genio celebrato in queste occasioni. “Salari troppo bassi”, aggiungerei per troppo bassi. Per troppo tempo, iniziando spesso a lavorare troppo tardi, con le conseguenze che sono ormai agli occhi di tutti. Riccardo Nencini, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, ieri, presentando il Premio Vespucci, ha sottolineato che la creatività è una categoria legata all’età anagrafica. Si è creativi normalmente più da giovani. Un ingresso posticipato nel mondo del lavoro, insomma, rischia molto spesso di tradursi in una perdita di competenze e di idee innovative.
Putin torna alla carica con gli USA. Si agitano venti da guerra fredda. Strumentalmente, a quanto pare, rispetto alla prossime elezioni russe. Di fondo resta una questione. Quella del ruolo del nostro paese sullo scacchiere mondiale. Quella del peso che l’Italia può avere nelle questioni di politica estera e di sviluppo economico dei paesi arretrati. "Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”, creatività è anche un paese che si fa carico di questioni esterne unendo elementi esistenti in maniera nuova ed utile.
A Milano la prima riunione del nuovo PD. Un partito nato male, con liste bloccate e, probabilmente, con un eccessiva legittimazione dei segretari sia a livello nazionale che regionale. Un partito che pronunciandosi aperto, si è in realtà chiuso immediatamente, perpetrando uno dei peggiori vizzi della classe politica italiana. C’è ancora spazio per recuperare. Sarà possibile nella misura in cui tutta la base elettorale del PD e tutti i candidati delle primarie saranno coinvolti nel dibattito sulle scelte da fare.
La creatività è fatta di connessioni, qui a Firenze in questi giorni ce ne sono molte. Non è detto che tutte siano utili, potrebbero però rivelarsi tali in futuro, ammesso che la memoria riesca un giorno a ripescarle. Ammesso che a queste connessioni si possa dare al più presto un ricaduta concreta anche nei punti di criticità indicati.
27 / 10 / 2007
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