FRANCESCO RENGA: UN DISCO E UN LIBRO PER UNA NUOVA FORMA DI MARKETING EMOZIONALE Il 12 ottobre uscirà “Ferro e Cartone” (Universal Music), il quarto album da solista di FRANCESCO RENGA che torna sulle scene musicali due anni dopo il successo di “Camere con vista (oltre 200.000 copie vendute), disco che conteneva il brano “Angelo” con cui il cantautore vinse il Festival di Sanremo nel 2005.
“Ferro e Cartone”, prodotto da Corrado Rustici a San Francisco, contiene 11 brani inediti ed è caratterizzato da sonorità internazionali e dalla poderosa voce di Renga, questa la track list: “Cambio direzione”, “Coralli”, “Dimmi”, Come mi viene”, “Ferro e cartone”, “Vedrai”, “L’uomo che ho immaginato”, “Preda dei venti”, “Ikebana”, “Lo specchio”, “Dove finisce il mare”. Oltre al formato standard, “Ferro e cartone” sarà in vendita anche una limited edition con 9 brani riarrangiati (pianoforte e voce): “Ferro e cartone”, “Coralli”, “Cambio direzione”, “Ikebana”, “Preda dei venti”, “Dimmi”, “Vedrai”, “L’uomo che ho immaginato”, “Dove finisce il mare”.
Il 4 ottobre sarà in vendita nelle librerie il romanzo d’esordio di FRANCESCO RENGA “Come mi viene – Vite di ferro e cartone” edito da Feltrinelli. Un cd, “Ferro e Cartone” e un romanzo,”Come mi viene” che hanno come tema comune quello della ricerca all’indietro nel tempo, movimentato da un vento di avventura. C’è una tonalità da cantastorie dei sentimenti che ben si sposa con il personaggio dell’autore e con il suo pubblico.
Il 4 dicembre andrà in scena al DatchForum di Assago (Milano), organizzata da Friends & Partners, una ghiotta anteprima del tour 2008 di FRANCESCO RENGA. I biglietti per il live si trovano nei punti vendita abituali (posto unico 22,00 Euro + dir.prev. – infoline www.friendsandpartners.it).
Spiega così questo nuovo progetto: “La felicità fa paura. La cerchi ma in realtà speri sempre di non trovarla mai per davvero, e anche quando sotto sotto senti di averla a portata di mano, fai finta di niente, la ignori. Per paura che qualcuno se ne accorga e possa strappartela dalle braccia.”
Il libro segue il tenore del disco. Al centro di questa storia c’è un uomo che entra nel vissuto come fosse l’esistenza di un altro. O di tanti altri. Ecco allora l’infanzia dolceamara in campagna. L’adolescenza che morde il freno. La vita adulta dolorosamente avvitata alle fatiche della vita coniugale. La memoria di una mano che accarezza i capelli. La morbida eleganza di un corpo di donna. L’amore ordinario e l’amore straordinario. Con la tonalità di un appassionato cantastorie Francesco Renga mette in scena i fantasmi di un passato molto amato, l’inadeguatezza del vivere e l’ansia di volare via. E in quest’ansia si insinua la costruzione misteriosa e poetica di due grandi ali fatte di oggetti raccolti apparentemente senza criterio. Ali di ferro e di cartone. Per volare, appunto.
Annuncia lui stesso il significato di questa operazione con questa lista di vocaboli.
“Abbandonare: Lasciare per sempre persone o cose. Lasciare per sempre senza aiuto, disinteressarsene, trascurarlo. Figurato, far perdere d’animo, lasciare sole al loro destino persone care. Spesso associato al concetto di fuga.
Bastone: Ramo d’albero arrotondato e lavorato usato per appoggiarsi camminando e come arma. Figurato, sostegno, aiuto. Serve a rimanere in piedi e camminare, ma non necessariamente a percorrere la strada giusta.
Cambio: Atto, effetto del cambiare. Passare da uno stato a un altro. Figurato, trasferirsi in luoghi meno pericolosi. Cambiare direzione, Dire: Proferire, annunziare per mezzo di parole.
Dichiarare, rendere manifesto. Impresa mitologica, quando si tratta di spiegare la vita e il suo senso nascosto.
Emozioni: Sentimento accompagnato da attività motoria e ghiandolare. Correntemente, impressione o turbamento vivo e intenso, a volte provocato dalla propria messa a nudo all’interno di canzoni.
Ferro: Metallo in genere di color grigio, molto diffuso in natura nei suoi composti ma raramente allo stato libero. Unito al cartone, nella giusta dose, permette di volare via.
Gabbia: Arnese, genericamente a forma di cassetta, formato da un telaio e da fili di ferro disposti come sbarre, usato per rinchiudervi animali, specialmente uccelli. Figurato, l’insieme della nostra esistenza per come uno se l’aspetta.
Habitat: Complesso di fattori fisici e chimici che caratterizzano l’area e il tipo di ambiente in cui vive una data specie di animale o pianta. Figurato, casa tua, non sempre il luogo in cui fare ritorno.
Ikebana: Arte giapponese di disporre elementi vegetali, spesso petali di fiori, su vari supporti con finalità a un tempo estetiche e simboliche. Di fragile costituzione, per quanto i simboli siano importanti, non lo sono sufficientemente per cambiare il corso degli eventi.
Lettera: Comunicazione scritta che si invia a persone, pubbliche o privati. Pezzi di vita spesso caricati di significati che difficilmente possono essere contenuti in semplici fogli di carta. Figurato, pie illusioni.
Mare: Massa di acqua che si estende per tre quarti del globo terrestre, raggiungendo grandi profondità. Anche sprovvisti di branchie luogo ottimale dove rifugiarsi, senza neanche il problema del doversi procurare da bere.
Nessuno: Aggettivo indefinito. Non uno, neanche uno. Figurato, colui o colei che ti troverai al fianco alla fine del viaggio.
Obbligare: Costringere, impegnare, vincolare con un obbligo o una obbligazione. Figurato, applicare alla lettera gli insegnamenti che ci vogliono tutti vittime dei sensi di colpa.
Pantomima: Azione scenica costituita da semplici gesti degli attori, talvolta accompagnata da musica. Figurato, menage familiare e sociale.
Qui: in questo luogo, in questo posto, in questo momento. Figurato, esattamente dove e quando non si vorrebbe essere, convinti che la vita scorra da un’altra parte, o che sia in effetti qui, ma che presto cambierà zona d’azione senza lasciarci modo di seguirla.
Rassegnarsi: Conformarsi alla volontà altrui o accettare con rassegnazioni qualcosa di inevitabile. Figurato, scendere a compromessi con se stesso, e accettare delle responsabilità che non avremmo mai pensato ci sarebbero toccate in conto.
Specchio: Superficie che riflette in modo regolare i raggi luminosi, generalmente costituita da una lastra di vetro con una faccia metallizzata. Figurato, cosa che riflette, che lascia vedere, e quindi da evitare il più possibile.
Tradimento: Atto del tradire, con l’inganno e all’improvviso, inaspettatamente. Figurato, agire comune dell’essere umano, non sempre vincolato all’azione del ragionare, almeno non con il cervello.
Uomo: Ogni essere appartenente alla specie vivente più evoluta del nostro pianeta. Figurato, essere vivente le cui azioni spesso mettono in dubbio la definizione stessa di umano.
Valigia: Specie di cassetta di cuoio, tela, fibra o plastica, con maniglia per reggerla e a volte cinghie per stringerla, in cui si ripongono abiti e oggetti vari da portare in viaggio. Contenitore sempre troppo piccolo per contenere tutte le cose che vorremmo metterci ogni volta che decidiamo di scappare.
Zero: Numero indicante la mancanza di ogni valore e che, posto a destra di ogni altro numero, ne indica la moltiplicazione per dieci, e posto a sinistra la divisione per dieci. Figurato, possibilità di stare in perfetto equilibrio tra fuga e abbandono”. (Francesco Renga)
Fonte: Ufficio Stampa Francesco Renga: Riccardo Vitanza
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