Guarire con le staminali riprogrammate 
E’ una storia di passione e testardaggine quella del giapponese ‘che riuscì nell’impresa’. Corvertire le staminali adulte in embrionali, portarle indietro alla stato di cellule pluripotenti, cioè alla stato delle staminali in grado di potersi evolvere in qualsiasi tipo di tessuto. Ci provava da un anno e alla fine il giapponese che si era messo in testa di spostare indietro l'orologio biologico ci è riuscito. Da qualche mese in un laboratorio dell'università di Kyoto godono ottima salute alcuni topolini transgenici, nati da cellule del tessuto connettivo "riprogrammate" geneticamente in modo da trasformarsi in staminali pluripotenti.
La notizia ha suscitato forte interesse nella comunità scientifica internazionale anche per la nuova strada che, nel caso funzionasse sull'uomo, aprirebbe per le applicazioni mediche delle staminali, in alternativa alle tanto contrastate embrionali: "Con questa tecnica si fa clonazione senza usare embrioni" ha commentato Angelo Vescovi, direttore dell'Istituto di Ricerca per le Cellule Staminali, al San Raffaele di Milano.
Ha dato un OK anche la prova regina: se sono davvero come le staminali embrionali, le nuove cellule devono poter dare vita a topolini. E così è: iniettando le cellule in embrioni ai primissimi stadi di sviluppo, non solo questi hanno dato vita a topolini, ma le cellule riprogrammate hanno partecipato alla formazione di tutti i tessuti del corpo dei neonati topi.
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