Il 25 aprile in Italia. La Festa della Liberazione vista dai titoli di giornale del giorno dopo
Ci sono molti stranieri oggi in treno. La temperatura è rovente e viaggiare in queste condizioni ad aprile non è facile. Anche il computer che tengo sulle gambe ci mette del suo, contribuendo a rendere questo tragitto verso Firenze difficile. Gli stranieri guardano fuori dal finestrino. Ogni tanto gettano un occhio alle parole che sto scrivendo, immagino chiedendosi cosa stia battendo sul tastierino. Anche io ho alcune domande da fare loro. Riguardano soprattutto l’idea che hanno del nostro paese, meta privilegiata di turismo per i fasti acquisiti in epoche passate e mai più riconquistati. Italia. Un nome evocativo che sa di antico e di classe. Di buona cucina e di arte. Di sole e di bellezze naturali.
Ho appena finito di leggere i titoli dei giornali di oggi. E’ il 26 aprile e la maggior parte dei commenti politici riguardano le celebrazioni del giorno della Liberazione. Una festa solenne ormai priva di solennità. Per molti ieri deve essere stata una domenica come tutte le altre. Me compreso. Andando a letto ho provato a ricostruire quanto abbiano caratterizzato la mia giornata i sentimenti di gratitudine verso chi ha lottato per rendere il nostro paese libero. Poco, pochissimo. Mia superficialità o il segno di una coscienza collettiva sempre più sfilacciata.
Continuo a scorrere i giornali. Un altro titolo è dedicato alla attuale situazione politica. Il clima da ferri corti che si è creato anche nel PDL dopo lo smacco di Fini in Direzione Nazionale tiene banco sulle prime pagine già da qualche giorno. Lo strappo è oggetto di commento anche fuori dagli ambienti di centro-destra. Il gesto è stato eclatante, ma adesso la situazione politica nazionale si fa quanto mai delicata. Dal pulpito dei festeggiamenti del 25 aprile il premier promette riforme condivise. L’opposizione sembra non credere a questa improvvisa apertura di Berlusconi al dialogo e per bocca di Bersani dichiara che le riforme con il capo del governo non sono possibili, “vuole solo il voto”.
Questa affermazione è quanto mai significativa del clima di sfiducia che si respira nel paese. E’ anche vero che i primi a combatterlo dovrebbero essere tutti gli schieramenti presenti in Parlamento. Nel PD invece la sfiducia si preferisce alimentarla in maniere quasi cronica. E sta qui il vero ‘peccato originale’ dell’opposizione. Non è mai stata collaborativa nei confronti del governo. Si è parata continuamente dietro l’archetipo dell’incomunicabilità con il centro-destra per giustificare la sua incapacità di formulare proposte concrete ed alternative a quelle del centro-destra stesso. Un atteggiamento tenuto in tutti i vari campi di intervento affrontati fino ad ora dal governo.
Torno agli stranieri che stanno percorrendo con me la distanza verso Firenze. Il caldo è tanto. Io lo patisco in maniera particolare e d’estate ho un mio antidoto potente per sfuggirgli. Faccio frequenti bagni in mare anche in serata. Mi bastano anche per tre giorni, poi la procedura deve essere regolarmente ripetuta. Anche al nostro paese farebbe bene un bagno ristoratore. La temperatura è alta da troppo tempo e nessuno sembra disposto a renderla più vivibile. Almeno nessuno dei nostri politici. Ci vorrebbe una forte assunzione di responsabilità da parte loro. Ma anche da parte nostra, buonissimi come festaioli ma scarsissimi come cittadini. Un altro 25 aprile è andato e di lacrime restano solo quelle del nostro Presidente Napolitano, emozionato durante le celebrazioni per la Liberazione. Un altro 25 aprile … qualcuno di noi se ne è accorto???
Marco Bennici
26 / 04 / 2010
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