Il capitalismo creativo di Bill Gates al World Economic Forum di Davos 
Arriva da Davos la nuova idea di Bill Gates. Il ‘capitalismo creativo’, la rilettura delle leggi del mercato a favore dei paesi più poveri. Al di là del rischio di strumentalizzazioni a cui si può prestare l’idea del signor Microsoft, è interessante soffermarsi sugli strumenti che all’interno del mercato occidentale possono essere attivati per risollevare i paesi in via di sviluppo dalla loro attuale condizione di abbandono.
In sostanza l’idea e’ quella dell’impresa filantropica che lancia prodotti a buon mercato che vadano incontro alle necessità dei più poveri. “La sfida - ha detto Gates - e’ quella di disegnare un sistema che includa profitti e il riconoscimento di fare di più per i poveri”. Di fatto sarà una collaborazione a tre, governi, imprese e ong per “attivare in maniera più estesa le forze di mercato in modo che più gente possa accedere alle tecnologie e si riducano le disuguaglianze tra paesi”.
Quindi un sistema che non rinnega le basi del capitalismo, ma semmai cerca di sfruttare certe fenditure che all’interno delle regole non scritte del mercato possono consentire di generare profitto a favore delle economie meno sviluppate. Il trucco per arrivare a simile risultato è quello di “allineare l’interesse proprio dei paesi più ricchi con quello del bene della società”.
“Le forze in gioco sono l’interesse proprio e il prendersi cura degli altri”, ma Gates sottolinea che “il profitto non è sempre possibile da realizzare quando si vogliono aiutare i poveri”. La leva che consentirebbe di attivare un meccanismo proattivo di un flusso di risorse da dirottare verso i pvs è quella della “reputazione”. La buona reputazione di aziende impegnate sul fronte di battaglie etiche quali quelle della lotta alla povertà non farebbe altro che attirare maggiori consumatori verso i prodotti di queste, migliorando allo stesso tempo l’umore dei propri dipendenti in quanto protagonisti di questa battaglia comune.
Molti prodotti potrebbero ingaggiare tale battaglia giocando anche sui costi marginali di produzione ridotti con cui hanno a che fare. Le soluzioni hi-tech, per esempio, rientrano in questa fascia. “Una volta sviluppato un prodotto - sostiene Gates - esso può essere replicato infinite volte a costi molto ridotti”. Questo modello di distribuzione dei costi di produzione consentirebbe di applicare diversi modelli di prezzo ai vari mercati esistenti. In questa maniera i margini di profitto delle aziende sviluppatrici peraltro non sarebbero intaccati.
27 / 01 / 2008
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