Il cinema italiano del terzo millennio. Storie vere e produzioni internazionali eccellenti in 3D 
Il tema dei film in 3D si fa caldo. Negli Stati Uniti sono già diventati la nuova frontiera della produzione ed in Italia come già accennato ieri si tenta di lanciarsi alla rincorsa di questo nuovo modo di fare cinema. Con quali benefici? Un illustre maestro del cinema come Francis Ford Coppolla sostiene che il cinema serio di fronte a questi scenari stia per scomparire, lasciando spazio solo a forme di intrattenimento 3D per bambini. Il rischio è proprio questo, tanto più se pensiamo a questo scenario guardando ad esso dall’Italia e dalla cultura del cinema italiano fatta di commedia e di sentimenti. Anche in Italia il 3D piace.
Lo dimostrano le classifiche dei film di questi giorni. E lo dimostra anche il fatto che qualcuno nel suo piccolo ci provi a produrre in stereoscopia. Converrebbe allora cercare di capire a che punto sia il nostro paese rispetto ad un simile scenario. Vale veramente la pena lanciarsi in un inseguimento che ci è costato sempre troppo, sia in termini di risorse impiegate, sia di opportunità tradite? La scuola del cartoon non è mai appartenuta all’Italia se non in via secondaria. Le grosse produzioni sono sempre state fatte all’estero, nonostante il nostro paese possa vantare alcune scuole di Comics di ottimo livello anche nel panorama internazionale. Credo a farci difetto non sia tanto la mancanza di talento e tecnologia, in parte recuperabile con interventi di tipo economico e formativo. Credo invece che il problema sia un altro. La natura del nostro piglio narrativo.
Veniamo da almeno tre millenni di storia e la nostra lingua è quanto di più descrittivo ci possa essere. Intrisi in questo eterno presente vediamo nella fantascienza e nell’animazione due mondi lontani che proprio non ci appartengono. Al gusto del nostro sole mediterraneo sembra proprio che non ci vogliano abituare. Tutto il mondo invidia le nostre piazze ed i nostri paesaggi e noi italiani andiamo sempre alla ricerca di altri scorci, magari anche virtuali, per di poter sperimentare l’avventura. In questa analisi a metà strada tra sfogo ed analisi posso anche sbagliarmi, ma lo faccio a buon titolo. Andare lenti non è un pregio, non lo è nemmeno l’andare veloci. Con un po’ più di calma probabilmente aumenta la consapevolezza di chi siamo e dove stiamo andando. Credo sia questo uno dei pregi maggiori della commedia italiana.
L’ultimo film di Virzì è una esemplificazione ottima di questo nostro saper fare autocritica. Atteggiamento che sembra mancare quasi del tutto nel cinema statunitense, specialmente in quello 3D di nuova leva. Farci forti di quello che siamo o correre dietro a quello che altri ci raccontano che potremmo essere. Sta tutto qui il tratto di strada che abbiamo davanti. Alle tematiche del cinema 3D in questi giorni sta dedicando molto spazio il Future Film Festival di Bologna. Il mago degli effetti speciali di Avatar presenterà in questi giorni alcuni dietro le quinte del film di Cameron. Poi varie proiezioni di stereoscopia di cartoon e film di fantascienza. Bene che in Italia vengano ospitate kermesse del genere.
La tecnologia e le capacità per lavorare nel settore non mancherebbero. Diverso è il discorso di buttarsi con investimenti corposi nella produzione di film di questo tipo. Manteniamone una nicchia ma lasciamo spazio alla commedia italiana e lasciamo spazio alle storie vere. Con investimenti mirati si vadano a produrre nel campo dell’animazione 3D alcune cose davvero eccellenti, puntando con esse anche ai mercati internazionali. Questa crediamo sia una buona ricetta per il cinema italiano di oggi.
Autore immagine: www.vivacinema.it
30 / 01 / 2010
Contatti
Per contattare la redazione del sito Innonation scrivere all'indirizzo email marco.bennici@hotmail.it
Link di approfondimento
Link utili per approfondire il tema spettacolo cultura cinema
Segnala un sito/link di approfondimento
|