Il personale Alitalia mette sul piatto 340 milioni di euro per entrare in cordata 
I piloti Alitalia non stanno ballando sul ponte del Titanic. Il giro di walzer è veloce, entro giovedì o al massimo entro fine mese una soluzione alla questione della compagnia di volo nazionale deve essere trovata. Questi i tempi annunciati ed imposti al commissario Fantozzi. Tra i possibili acquirenti adesso spuntano gli stessi lavoratori di Alitalia. Per salvare il marchio sarebbero disposti a mettere in gioco i loro stipendi ed il loro TFR. Nella proposta da loro avanzata è stata ventilata anche la possibilità di entrare in cordata con uno dei vettori stranieri interessati ad acquistare almeno un ramo d’azienda.
Rispetto all’offerta della Cai i piloti e il personale di volo Alitalia è pronto a mettere sul tavolo a conti fatti 340 milioni di euro. Più del doppio di quanto offerto da Colaninno. La notizia circolata veloce, è stata già risucchiata da alcune dichiarazioni sugli effetti che lo stress provocato da questa situazione potrebbe provocare nel personale della compagnia. In realtà dietro la prontezza con cui i dipendenti Alitalia hanno reagito alla prospettiva di una naufragio definitivo delle trattative sta un sano orgoglio patriottico che non può non essere sottovalutato.
Una quota parte della retribuzione e l'intero montante del Tfr, pari circa 340 milioni di euro. E' quanto sono disposti a mettere sul piatto piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra per ''supportare qualunque progetto serio e credibile per il rilancio di Alitalia''. L'offerta e' rivolta, ha detto il presidente di Anpac, Fabio Berti, ''a qualunque soggetto nazionale o estero disposto a rilanciare Alitalia''. Il progetto, e' stato spiegato, e' quello di costituire ''una cordata alternativa insieme ad altri imprenditori italiani o stranieri. Vi sono contatti in corso, stiamo gia' avendo incontri in queste ore'' ha detto Andrea Cavola del coordinamento Sdl. Le sigle autonome proporrebbero una governance di tipo tedesco ma ribadiscono al contempo che ''occorre una chiara presa di posizione da parte del governo sul fatto che non sussistano preclusioni a nuove offerte''.
Adesso anche su questo la palla passa nuovamente al governo. L’ipotesi ventilata dal personale è di mettere le proprie risorse assieme a quelle di qualche altro partner italiano o straniero che possa garantire credibilità e competenze per rimettere in piedi in breve la compagnia di bandiera. Non sarà comunque, indipendentemente da quanto il governo deciderà di fare, l’ultimo giro di walzer sul punto del ‘titanic’, se non altro per la dimostrazione di dignità e di orgoglio che il personale Alitalia sta dando a tutto il paese.
23 / 09 / 2008
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