Il progetto Cisternino 2020 raccoglie i frutti dell'Open Space ed attiva sei tavoli di lavoro partecipati 
Il processo partecipato del Cisternino 2020 si fa in sei. Al termine delle due giornate di Open Space Technology (OST) escono sei linee da indagare per progettare insieme il futuro della cisterna di Piazza Guerrazzi. Più di un centinaio di partecipanti hanno prodotto 37 proposte raccolte nell'Instant Book alla fine della sessione creativa del 22 maggio. Il giorno successivo sono stati illustrati i passi successivi di questo percorso di innovazione partecipata.
Spaziano su tutti i campi del possibile le proposte dell'OST di giovedì e venerdì scorso. Strutture per pensare insieme il futuro, una radio wiki, sala di lettura partecipata, struttura a servizio di mostre ed eventi, musei d'arte e scuole di teatro. C'è veramente tutto nel libro uscito a fine giornata giovedì. I ragazzi lo sfogliano mentre escono dal Terminal Crociere e lo mettono sottobraccio mentre si avviano verso casa.
La partecipazione è stata ampia a diversificata. Tanti adulti hanno voluto dire la loro sulla ex Casa della Cultura. Accanto molti teenager hanno saputo fare tesoro del ricordo recente di una strutture che per anni ha stimolato e movimentato la cultura cittadina. E' nelle mani di entrambi il nuovo Cisternino. La ditta incaricata di farvi i lavori di ristrutturazione per ora ha ricevuto solo ordine di demolire alcune parti. Non c'è ancora alcune specifica degli interventi da fare, proprio in attesa dei risultati di questo iter di progettazione partecipata.
Sono sintetizzabili in 4 parole chiave e 6 aree di possibili attività i lavori delle due giorni. Le parole chiave che governeranno il futuro cisternino sono progettazione partecipata e sostenibilità, gestione costruttiva dei conflitti e diversità, autofinanziamento e gestione condivisa, nodo di una rete. Le 6 aree di attività su sono stati attivati altrettanti gruppi sono attrezzature multimediali di base, multi (area all'interno della quale rientrano proposte per dibattiti, formazione, atelier), radio music video, incubatore di progetti partecipativi, sportelli e servizi (turismo sostenibile, volontriato, occupazione), eventi e mostre.
Ad ogunno dei 6 gruppi è stato assegnato un facilitatore che ne seguirà i lavori. Tutti i tavoli che verranno attivati dovranno utilizzare il metodo del confronto creativo, basandosi sulle tecniche per la risoluzione partecipata dei conflitti apprese dai facilitatori durante le prime lezioni del corso ad essi destinato. Parola d'ordine, evitare doppioni. “Si al potenziamento ed alla complementarietà, no ai doppsioni”, ammonisce Marianella Sclavi a conclusione dei lavori. Ciascun tavolo di lavoro dovrà premurarsi di valutare se in città non esistano già realtà che offrono cose che si intendono fare anche al cisternino. Si potrà procedere nella progettazione partecipata di questo spazio solo nel caso in cui la proposta avanzata sia effettivamente innovativa per Livorno.
Nella prima riunione in programma per tutti i tavoli si procederà alla raccolta delle proposte. Nessuno dei partecipanti in questa sede avrà il diritto di commentare quanto avanzato dagli altri. Solo nel secondo appuntamento, dopo averci dormito su, si passerà alla discussione nel datteglio delle idee avanzate. Entro fine giugno ogni tavolo attivato dovrebbe essere in grado di avanzare un progetto condiviso in relazione al settore di attività su cui sta lavorando. A settembre sarà istituito un tavolo del confronte creativo. Da esso dopo circa tre mesi di lavori dovrà uscire un progetto da presentare all'amministrazione comunale.
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