Il programma del Nobel per la pace per salvare l’ambiente 
“I cambiamenti climatici possono alterare e minacciare le condizioni di vita dell’Umanità. Possono produrre migrazioni su larga scala e grandi competizioni per le risorse. Questi cambiamenti saranno inoltre a carico soprattutto delle nazioni che sono già piu’ vulnerabili, aumentando il rischio di nuovi conflitti”. La motivazione del Comitato di Oslo per l’assegnazione del premio Nobel è lapidaria.
I cambiamenti climatici, e tutto quanto deve essere ancora fatto per porvi rimedio, sono individuati come discrimine tra un mondo in cui la parola ‘speranza’ potrà continuare ad esistere dignitosamente ed uno in cui sembra esserci spazio solo per il rimorso. Il premio conferito ad Al Gore si configura come un ‘credito di fiducia’ per le cose che in futuro sembra intenzionato a fare, piuttosto che come riconoscimento per l’opera, indubbiamente meritoria, sinora svolta. Un’investitura, insomma, come testimone di un mondo che ha ancora cartucce in canna per cambiare.
Nelle foto che lo ritraggono a tutta pagina sui quotidiani appare accigliato. Le conseguenze del ‘vento di Oslo’ toccheranno non solo il suo impegno di convinto ambientalista, ma anche le vicende delle prossima corsa alla Casa Bianca, corsa su cui Al Gore potrà riaffacciarsi spendendo quel credito di fiducia consegnatoli dalla Commissione del Nobel.
La ‘scomoda verità’ di Al Gore ci riguarda tutti. Di essa siamo in parte responsabili anche noi ‘comuni mortali’. Nella sua ricetta ambientale Al Gore lo mette bene in rilievo. Se al primo punto sta un ritorno al protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di CO2, al secondo sta il risparmio energetico. Ad esso possiamo contribuire veramente tutti con l’utilizzo di lampadine a basso consumo, con un impiego piu’ razionale dell’automobile e con altre piccole attenzioni per ridurre sprechi. Al terzo posto nel suo programma c’è Electranet, una rete energetica che consenta a tutti, attraverso l’utilizzo di pannelli solari, di produrre energia e di rivenderla. Al quarto l’utilizzo di bio-combustibili agricoli per ridurre la dipendenza dal petrolio. Al quinto l’impiego di energia solare ed eolica.
Per avere una prova dell’efficienza delle soluzioni messa in campo dal Al Gore basta fare un giro su http://www.climateprotect.org, il sito della ‘Alliance for Climate Protection’. Nella pagina ‘Explore’ scorrendo con il mouse si illuminano i vari punti cardinali del risparmio energetico di una città. Soluzioni alla portata di tutti, su cui spesso quello che manca è proprio un’informazione adeguata. “Metà dei soldi del premio andranno alla Alliance for climate protection”, afferma il premio Nobel. “Non è molto ma servirà a finanziare una campagna pubblicitaria di sensibilizzazione di massa, negli Stati Uniti ed altrove. Vogliamo far capire la gravità del problema ed affrontare la crisi”.
(Autore immagine: Flickr jonasj Frozen Hearth - Authorization Licensed)
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