In Emilia Romagna nascono le ‘Tecnopoli’, cittadelle dell’innovazione

Si chiamano 'Tecnopoli' (come in Francia) e saranno vere e proprie 'cittadelle' della ricerca industriale che sorgeranno nei capoluoghi di provincia e in altri centri e daranno vita a una rete regionale di ricerca permanente e dell' alta tecnologia. Queste nuove aree - ha spiegato in una conferenza stampa l' assessore regionale alle Attività Produttive, Duccio Campagnoli - saranno realizzate con il sostegno di Regione, enti locali, università, enti di ricerca con sedi in Emilia-Romagna come Cnr, Enea e Infm (istituto nazionale di Fisica della materia).
Ognuna avrà una o più specializzazioni e sarà connessa ai laboratori di ricerca industriale accreditati già avviati e da avviare, anche in collegamento con le aziende. "Della rete potranno fare parte pure i laboratori di ricerca e sviluppo delle imprese, di cui auspichiamo l' apporto per formazione e trasferimento tecnologico", ha precisato Campagnoli. Il programma prevede l' attivazione di almeno 300 contratti pluriennali per nuovi giovani ricercatori. Un dato che va ad aggiungersi ai 1.577 nuovi contratti per ricercatori del programma regionale 2004-2007, impiegati tra università, enti e laboratori di ricerca industriale. "Questo è il dato più bello - ha commentato soddisfatto Campagnoli - Perché è come se avessimo costruito una fabbrica".
Le manifestazioni di interesse e i progetti per i Tecnopoli dovranno arrivare entro il 30 ottobre (anche attraverso il sito della Regione www.ermesimprese.it) ed entro il 2009-2010 dovrebbe essere realizzato il progetto. La rete permanente per l' Alta Tecnologia dell' Emilia-Romagna sarà collegata a due prestigiosi istituti europei con cui la Regione ha stretto accordi di collaborazione: il Fraunhofer Institut di Stoccarda, a cui fa capo la rete per la ricerca industriale attiva in Germania, e l' agenzia francese per l' innovazione Adit. Il progetto sarà presentato ufficialmente da Campagnoli domani a Bologna, in apertura della 4/a edizione della manifestazione in Fiera sulla ricerca industriale 'Research to Business'. L' assessore ha ricordato pure che il nuovo programma di ricerca e innovazione per il quinquennio 2008-2013 prevede investimenti per 270 milioni di euro (120 da Ue e 150 da Regione), in grado di mobilitarne altri per 600 milioni.
La mappa dei vari cluster è questa. Il polo di Bologna ospiterà tecnologie per l'automazione industriale, per nuovi materiali (in connessione con il Parco Torricelli di Faenza), nanotecnologie (con Cnr), telecomunicazioni multimedia e scienze della vita. A Modena e Reggio Emilia, meccatronica e tecnologia della ceramica. A Parma, tecnologia dell'industria alimentare. A Piacenza, in collaborazione con il Politecnico e l'Università Cattolica di Milano, tecnologie per le macchine utensili e per l'energia. Sempre in tema di tecnologie energetiche e ambientali (in collaborazione con Enea) e di tecnologie delle costruzioni si organizzerà una piattaforma regionale con iniziative a Bologna, Ravenna e Reggio Emilia. A Ferrara ci si occuperà di farmaceutica, di tecnologie ambientali in particolare per il ciclo dell'acqua e di biotecnologie. Tra Ravenna, Forli' e Rimini crescerà il distretto nautico. A Rimini si svilupperanno tematiche su multimedialità e design per il sistema moda, a Cesena ict e tecnologie per l'industria ortofrutticola. Il programma regionale promuoverà la partecipazione alla rete dei tecnopoli anche dei laboratori di ricerca e sviluppo delle imprese che vorranno dedicarsi, oltre al lavoro per l'impresa, ad attività di formazione specialistica, ricerca e trasferimento tecnologico.
I risultati del primo programma regionale per la ricerca e l'innovazione 2004-2007 ha dato risultati molto importanti. Sono stati selezionati e sostenuti 529 progetti di ricerca e innovazione delle imprese, che hanno messo al lavoro nelle imprese 930 nuovi giovani ricercatori, attivato 730 contratti di collaborazione con università ed enti di ricerca e portato una domanda e un fatturato per ricerca aggiuntivo di 38 milioni di euro. I progetti di innovazione sviluppati dalle imprese hanno prodotto oltre 300 nuovi brevetti. Sul versante dell''offerta' di ricerca industriale, con il programma regionale si sono creati 27 nuovi laboratori di ricerca industriale e 24 centri di trasferimento tecnologico. Nei laboratori sono stati attivati, con le risorse del programma, 647 contratti di ricerca per giovani ricercatori, al fianco di quasi 800 altre unità di personale tra professori e ricercatori impegnati in vario modo nei laboratori. E' dal consolidamento e dallo sviluppo di questa offerta di ricerca che il nuovo programma regionale vuole ripartire.
(Fonte: Asca.it e Repubblica.it)
(Autore immagine: Flickr MatthewPHX - Authorization Licensed)
09 / 06 / 2008
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