Italia 2015. La casa biocompatibile, simbolo della soft economy di domani 
C’è spazio per innovare nel mercato immobiliare? Uno dei comparti più tradizionali d’Italia sembra svegliarsi da un lungo sonno. Si comincia a parlare di nuovi materiali per l’edilizia, di bioarchitettura, di case da ‘soft economy’. Di fronte alle storture di un costo del mattone ormai impazzito, il mercato si allinea, si inchina e si adegua. 100 metri quadrati a 100 mila euro. Impossibile? No, secondo l’architetto Mario Cucinella. Altrimenti c’è sempre l’opportunità di costruirsi una casa su un albero.
Il mercato immobiliare è uno dei più tradizionali. L’offerta di immobili è tutto sommato sempre quella. Almeno così è stato finora. Negli ultimi mesi si è cominciato a registrare una certa evoluzione nel mercato del mattone. Si è iniziato a parlare di case costruite sugli alberi e di ‘eco-case’. Immobili, almeno in parte, sempre più simili a quelli che fin da ragazzi siamo stati abituati a vedere raffigurati nei fumetti e nei cartoni animati. Strutture leggere, semplici, ma soprattutto biocompatibili. Alla Fiera Campionaria di Milano è stato presentato in questi giorni il ‘progetto eco-casa’. A Pesaro, intanto, si è conclusa la costruzione delle abitazioni del nuovo complesso residenziale eco-correct. Al MIT di Boston, invece, si comincia a lavorare sulle prime case da albero.
La Fiera milanese di Rho Pero riapre dopo alcuni anni e lo fa per celebrare le nuove eccellenze italiane. Tra queste anche ‘eco-casa’, una casa colorata, che lascia spazio alla fantasia personale. Costa poco all’ambiente e al portafoglio. 100 metri quadrati a 100 mila euro. Il simbolo della soft economy, insomma, quella fatta per le tasche di tutti, quella adatta a vincere attuali deviazioni del mercato. La ‘eco-casa’, firmata da Symbola a da Mario Cucinella, fa da bandiera all’intera Fiera. E’ il simbolo di un’Italia che punta sull’architettura ecologica e su una lunga tradizione di design ben radicata nel nostro paese. La ‘casa dei desideri’ ancora non esiste, quello presentato è un progetto che sarà la base di un bando di gara.
A pensarci bene, il modo di costruire le nostre abitazioni si è evoluto relativamente poco. In confronto alle rivoluzioni del trasporto, della medicina, delle comunicazioni o del tessile, il modo di costruire le case in cui viviamo non è poi cambiato molto nel corso dei secoli. Adesso cominciano a muoversi i primi passi sotto la spinta di un mercato immobiliare che non si ancora allineato alle esigenze della clientela.
A fronte di queste nuove esigenze dovrà adeguarsi tutta la filiera nell’industria edile, a cominciare dai progettisti, da coloro che scelgono i materiali per la costruzione, fino ad arrivare alle pubbliche amministrazioni che definiscono nei loro piani regolatori le aree da destinare alla edificazione. Un’intera filiera da ridisegnare, insomma, un po’ come è successo a Pesaro con il progetto ‘eco-casa’.
La soluzione alternativa al tradizionale mattone da costruzione arriva da un ricercatore del Mit di Boston. Ha proposto di ottenere case dagli alberi. Finora questa nuova modalità di abitare è stata sperimentata, come dimostrano molte tracce ritrovate sul web, solo da pochi coraggiosi pionieri. La soluzione potrebbe un domani diventare di uso comune una volta risolte alcune questioni di sicurezza. Il segreto è convincere un albero a crescere secondo forme adeguate a contenere una famiglia di esseri umani, con l´aiuto di alcuni elementi artificiali. Il principio proposto da Mitchell Joachim è quello di forzare la crescita del tronco e dei rami dell´albero secondo schemi prestabiliti, intrecciandoli man mano che si sviluppano per creare l´ossatura delle pareti.
(Fonte: ItalianInnovation.org - Autore: Marco Bennici)
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