Italia Wave orfana dei Verve. Salta la data di Livorno. Alcune indiscrezioni sul nuovo disco 
Più sporchi e cattivi. In altre parole, più rock. Identikit dei nuovi Verve. Saltata la data di oggi di Italia Wave, non resta che accontentarsi di alcune indiscrezioni in attesa dell’uscita del nuovo disco. “Forth”, è il titolo di questo nuovo lavoro, ad undici anni dall’esordio con “Urban Hymns” che li consacrò un pilastro del rock britannico. “Forth” sarà nei negozi dal 5 settembre nella versione standard e in quella speciale arricchita da un dvd con cinque brani “live” dal festival di aprile a Coachella, California, più un documentario di 20 minuti.
La musica colpisce per il suono più ruvido e potente rispetto al passato, sostenuto da chitarre sovrapposte che ricordano i Placebo di “Black Market Music”. Il rock scorre frenetico, poi sorprende con cambi di ritmo che preludono alla ricerca, a volte fin troppo insistita, di atmosfere psichedeliche. Il “mood” sembra sottolineare gli improvvisi slanci, inframmezzati dal dubbio, che emergono dai testi di Richard Ashcroft, il leader della band dal carisma quasi sciamanico. La complessità dei brani si riflette anche in una durata quasi sempre oltre i cinque minuti, grazie anche alle lunghe “code” che ne accompagnano la fine.
“Sit and Wonder” apre con tutti gli elementi fondamentali del nuovo lavoro: sette minuti di chitarre scatenate e ritmo incalzante, ma anche una voce che ammette, candidamente: «Sono qui seduto a cercare di capire cosa sta facendo lei». Segue a ruota il singolo “Love Is Noise”, canzone trascinante che promette brividi dal vivo, in cui Ashcroft si interroga sulla natura dell’amore davanti a un presente che lo inquieta: «Questi piedi, al giorno d’oggi, cammineranno in scarpe “made in China” nelle corsie infinite di splendidi, prosaici centri commerciali».
All’inizio energico seguono momenti più riflessivi, come la ballata “Rather Be” e il trip ipnotico di “Numbness”, una specie di omaggio ai Pink Floyd: le prime parole, “Breathe in the air, don’t be afraid...” sono le stesse che aprono il celebre “Dark Side of the Moon”, mentre l’assolo di chitarra di Nick McCabe riecheggia lo stile di Dave Gilmour. Eppure le escursioni psichedeliche di “Forth” ricordano più quelle dei Ride, band che nei primi anni ‘90 fu una pietra miliare del Britpop.
Nel complesso è un album che piacerà ai fan dei Verve, più a quelli che amano canzoni come “The Rolling People” che agli amanti dei brandi melodici come “Sonnet”. Pur con ritorni nostalgici al passato come “Valium Skies”, che ricorda “Space and Time” del ’97, testimonia come sia valsa la pena rimettere insieme la band.
(Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com)
16 / 07 / 2008
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