Italiani rassegnatevi. Cronaca di un giovedì mattina qualsiasi Un semplice sguardo ai giornali. Ma anche alle condizioni del treno su cui sto viaggiando. Basta poco per cogliere il malumore di un paese veramente allo sbando. A livello nazionale la politica vive un eterno scontro tra una destra che spadroneggia ed una sinistra che la lascia spadroneggiare. Su Facebook si accendono gruppi che gridano contro Berlusconi con tutta la voce che hanno nelle dita. Ieri in libreria a Livorno è entrata una donna esausta per l’ennesima notte sveglia per gli schiamazzi in via delle Galere. Le lamentele non erano rivolte tanto nei confronti dei facinorosi, quanto verso l’amministrazione comunale che continua da anni a tollerare questa situazione e verso le forze dell’ordine completamente assenti al momento del bisogno.
La percezione che ho di questo paese non è assolutamente buona. Non mi piace il clima politico. Di tutto si parla tranne che delle cose che realmente servono. L’odio non fa bene a nessuno, ma nessuno si è mai chiesto dove origina tale sentimento certo deprecabile? Quella signora piombata alle 18.45 in una libreria del centro di Livorno era nera, esausta, furibonda .Qualcuno si è mai interessato ai motivi per cui afferma di voler andare all’estero?
Torniamo al mio treno delle 7.11. La mia pena quotidiana. Per il sudicio degli scompartimenti e per l’odore nauseabondo che ci si respira sopra. Un giovane lavoratore ha la sua dignità ancora fresca e cerca con un certo ordine di presentarsi in ufficio. Si, ammesso che sul treno non faccia troppo freddo o troppo caldo per starci. Ammesso che si trovi posto per sedersi invece che stare come sardine in attesa di Santa Maria Novella. Ammesso che si trovi un sedile abbastanza pulito per passarci un’ora sopra.
Italiani non rassegnatevi. C’è sempre tempo per riprendersi. Sono un’ottimista e per me il bicchiere è sempre mezzo pieno. Usciremo da queste situazione di empasse….. Non vi suonano tutte come tante belle frasi fatte? A me cominciano a sembrare proprio questo. Intanto stazione dopo stazione la gente sul treno comincia ad aumentare. Siamo sempre gli stessi e le condizioni sono sempre le stesse da tempo ma nessuno sembra indignarsi. Io compreso, in piedi o seduti ci sorbiamo questo viaggio ai limiti della pena senza alzare un dito per dire niente. Qualche giorno fa a farci compagnia verso i nostri uffici sono arrivate anche le formiche.
Qualcuno si deve essere stufato. Non può che essere così se una donna piomba al caffè della libreria a svuotare il sacco delle sue lamentele. Oggi farà presente la situazione al sindaco e finalmente qualcuno alzerà la voce. La sua richiesta finirà sicuramente in coda alle mille altre già in attesa di risposta. Alcune più frivole, altre più importanti. E probabilmente quella stessa donna tra qualche mese tornerà dalla libraia a sfogarsi del chiasso notturno sotto le finestre di casa sua. A meno che non vada effettivamente all’estero a cercare un lavoro migliore ed un mondo più civile dove decidere di abitare. Ma almeno qualcuno avrà alzato il dito … almeno avrà detto la sua non solo alla libraia o al parrucchiere o al giornalaio, ma a chi di competenza. E speriamo che le risposte per lei e per tutti siano celeri. Altrimenti …. Italiani rassegnatevi!!!
22 / 10 / 2009
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