Cittadini e telespettatori di un paese a cui la TV rende un discutibile servizio In Italia lo scandalo è il nostro pane quotidiano. Di alta o bassa leva che sia, poter avere un ‘caso’ su cui discutere piace e sono i giornali i primi a scaraventarcisi sopra non lasciando nemmeno le briciole. A volte l’attenzione mediatica generata è talmente tanta da far passare in secondo piano fatti e situazioni che a cose normali sarebbero assolutamente di primo interesse. Specchio di tutto questo diventa poi il salotto vellutato di Porta a Porta, dove lo scandalo di turno viene fatto accomodare con tutti gli onori del caso. “Questo vogliamo vedere, perché questo siamo” potrebbe essere uno dei commenti a questa situazione. Ma c’è anche un rovescio della medaglia da considerare, mi riferisco alla responsabilità di chi si occupa di stampa e televisione di abbassare i toni nei confronti di certe situazioni al fine di non ingigantirne troppo la portata. Una considerazione che condivide il Direttore Generale della RAI Mauro Masi giudicando l’attenzione suscitata dal caso Morgan “eccessiva e superficiale”.
Eccessivi sono stati i toni usati in generale nei confronti della vicenda. Il cantautore scaraventato via dalla porta dell’Ariston potrebbe rientrare dalla finestra in virtù di un suo “ravvedimento” operoso. E’ lo stesso Masi a pontificare nei confronti del giudice di X-Factor, ora imputato di uso di droga come da lui stesso dichiarato in un’intervista. Curioso questo fare del Direttore Generale, prima usa toni sacramentali e poi cerca di minimizzare la portata del fatto. Un curioso siparietto che avrà nella puntata di stasera di Porta a Porta il suo momento migliore di cerimonia. Ci chiediamo se debba essere proprio questo il ruolo dell’informazione, specialmente di quella pubblica. Non mancano certo sul piatto delle notizie purtroppo bocconi prelibati cha vanno dall’approvazione del legittimo impedimento alla questione Boffo che torna improvvisamente a fare attualità.
Come al solito non riusciamo mai a capire dove stia esattamente la verità. Gli stessi che prima stigmatizzazione un comportamento, il giorno dopo allargano le braccia dichiarando che non è necessario dare troppo peso a quanto successo. I giornali cavalcano la notizia e la televisione concede ampio spazio alla questione. Droga e depressione sono sicuramente due questioni che meritano spazio e riflessione, ma l’impressione in questo caso non è proprio di un dibattito alimentato per aprire la coscienza collettiva a chissà quale riflessione su questi temi. Sembra quasi tutta una montatura pubblicitaria, non tanto a favore di Morgan, l’unico che rischia veramente di rimetterci in questa storia, quanto da parte della RAI e della macchina sanremese. Se fosse veramente così ci sarebbe da dire: “povero Festival di Sanremo!”.
Ma anche "povero paese". Non passa occasione che questa riflessione venga stimolata da quanto ci succede attorno. E resta veramente poco spazio per riflettere e darsi una strategia sulle questioni veramente importanti. In alcuni commenti letti su facebook molti invitavano a non guardare la televisione. Che il piccolo schermo sia in crisi sia di contenuti che di strategie non è certo una novità. Quello che è peggio è che in questo vuoto di proposizione cerca di programmare cose sempre più lontane dalla cornice di un territorio che da sempre è alla ricerca della sua identità. Probabilmente non è l’ammutinamento della TV la soluzione. Senza ombra di dubbio la barra la teniamo in mano noi cittadini e telespettatori a volte privi di un senso critico e di una capacità di resistenza nei confronti di un dato culturale imperante che il piccolo schermo sicuramente rischia di imporci.
04 / 02 / 2010
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