La comunicazione nell’era digitale: luoghi e non luoghi 
Tradizionalmente quando pensiamo al fenomeno “comunicazione” intendiamo, secondo canoni tradizionali, la scambio di informazioni tra soggetti senzienti. Quindi vi è la tendenza a considerare il termine “comunicare” come sinonimo di trasmettere, confondendo un fenomeno complesso, quale è appunto la comunicazione, con una sua funzione.
In senso generale il termine indica infatti l'insieme dei fenomeni che presiedono alla trasmissione di segnali. Qualsiasi tipo di segnale che possa “passare” fra gli utenti del fenomeno comunicativo, siano essi informazioni, coordinate o schemi cognitivi, dà origine ad un processo comunicativo.
La radice del termine comunicazione risale al verbo greco "koinonéo", che rimanda a sua volta all'idea della Koinè, della comunità, e al latino "communico", che implica sempre una relazione e uno scambio. Se comunicare significa allora interazione, la trasmissione di un messaggio ne è solo il primo passo.
Ogni uomo è, per definizione, un animale sociale. Non potrebbe costituirsi come individuo se non in relazione con l'altro-da-sé, o comunque con qualsiasi esternalità senziente con cui possa logicamente confrontarsi. Ogni relazione è scambio reciproco, e ogni scambio è possibile attraverso la comunicazione, il rapporto interpersonale, il processo di influenza tra i soggetti coinvolti.
In questo continuo intersecarsi di funzioni cognitive e partecipative la trasmissione di un messaggio è solo il primo passo del percorso comunicativo. Il feed-back fornito dai nostri interlocutori, e gli "n" feed-back che a questo interminatamente seguiranno, diventano la vera essenza della comunicazione.
Molti di questi fenomeni vengono a scomporsi nell’era digitale. Il rischio maggiore è che la comunicazione diventi un non-luogo. Marc Augè nel suo “Non luoghi” (Milano, 1993) analizza questo fenomeno sotto vari punti di vista.
L’età postmoderna, nella quale la ragione ha perso ogni considerazione e ogni privilegio, si caratterizza secondo Augè per tutta una serie di non luoghi attraverso i quali scorrono normalmente e inconsapevolmente le nostre vite.
Tramontata l’età della ragione, è subentrata la cultura del gradimento che si caratterizza per la denuncia della inconsistenza e arbitrarietà di tutti i vincoli e di tutte le norme che pretendono di imporsi all’uomo, il quale, libero da ogni vincolo e sciolto da ogni direttiva, disancorato da ogni fondamento, è lasciato completamente alle proprie scelte, che ottimisticamente sono suggerite dal proprio "gradimento", ma realisticamente dalla propria "sopravvivenza".
La post-moderna cultura dei non-luoghi si inserisce perfettamente in questo percorso di accelerata “scomposizione sociale”. Secondo Augè sono non-luoghi gli ipermercati, le sale multiplex e, in fondo in fondo, questa dannato correre e rincorrersi di cui siamo malati un po’ tutti quanti.
Il rischio maggiore che corre la comunicazione nell’era digitale è proprio quello di riprodurre ad insaputa dei suoi stessi attori una serie infinita di stanze che sono tanti non-luoghi, tanti pozzi senza fine e senza forma in cui annacquare le nostre stesse coscienze.
Si moltiplicano i tools che consentono agli internauti, e agli utenti della world wide community più largamente intesa, di interagire tra di loro. Ma spesso nelle fretta di predisporre nuove tecnologie sempre più avanzate non si dà ai loro fruitori il tempo di sviluppare un minimo abbozzo di dialogo . Difficile pensare ad una sorte diversa per la comunicazione in questa era digitale.
Lo sforzo da fare per ovviare a tutto questo è prima di tutto concettuale. Ricomporre le parole, restituire loro tutto il significato che hanno sempre avuto, controllare attentamente neologismi e la complessa semantica che origina e si sviluppa su internet. E’ il prezzo da pagare per non doversi trovare un giorno a parlare in uno stesso luogo, o forse in uno stesso non-luogo, in mille lingue tutte quante diverse.
(Autore immagine: Flickr phone - Authorization Licensed)
26 / 01 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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