La NASA si prepara al lancio di GLAST. Nuova luce sulla materia oscura dell'universo

E' in programma per il prossimo 16 maggio il lancio di GLAST. Il Gamma-Ray Large Area Telescope affronterà una missione spaziale in cui si getterà luce su alcune delle questioni astrofisiche più affascinanti in natura. Rientreranno del suo spettro di analisi le pulsar, le supernovae e i buchi neri. La missione promette di offrire maggiori spiegazioni sull'origine e la distribuzione della materia oscura nell'universo.
GLAST è equipaggiato con i più aggiornati detettori di particelle. Farà uno studio dei raggi Gamma del cielo in maniera completa ed inedita. I raggi Gamma sono una forma di radiazione elettromagnetica in grado di sprigionare molta più energia della luce visibile, dei raggi UV e dei raggi X. E' proprio questo alto grado di energia che rende estremamente difficile osservarli al telescopio o comunque registrarne la presenza e la traiettoria.
Il cielo visto alla luce dei raggi Gamma, insomma, ha tutto un altro aspetto. Questi raggi non sono prodotti da corpi caldi. La loro origine è dovuta alla collisione di particelle di materia o di luce. I fotoni ad alta frequenza risultanti da simili collisioni forniscono agli osservatori uno dei fenomeni astrofisici può importanti da analizzare. Basti pensare che all'interno di un buco nero, la materia viene accelerata per produrre una delle forme più intense di energia presenti ad oggi nell'universo. I raggi Gamma emessi in questo scenario hanno la stessa quantità di energia di tutte le stelle di un'intera galassia vista sotto tutte le possibili lunghezze d'onda.
Fino ad oggi la strumentazione non è stata in grado di registrare tutte queste emissioni ad un simile grado di dettaglio. GLAST ha tutte le potenzialità per colmare questo gap. Ascoltando le parole dei ricercatori del Centro Spaziale della NASA che ci stanno lavorando sopra, il telescopio potrebbe avere un impatto molto importante per molte questioni dell'astrofisica ancora aperte. Molte potrebbero essere le sorprese a cui GLAST ci potrebbe abituare.
Fonte: physicsworld.com
13 / 05 / 2008