La nuova Gibson si accorda da sola 
Non suonerà da sola, ma tutto il resto lo fa da sé. La gloriosa Gibson scommette sul futuro. E lancia la Gibson Robot Guitar, la prima chitarra elettrica robotica del mondo. In grado, grazie a un sofisticato sistema di automazione digitale, di accordarsi senza intervento dell’uomo e di mantenere l’intonazione perfetta della corda anche mentre si suona. «La nostra chitarra robot cambierà l’industria della musica», afferma Henry Juszkiewicz, Ceo della Gibson. «Ci sono voluti quindici anni di ricerche spiega per sviluppare questa tecnologia, ma siamo orgogliosi del risultato». A prima vista, la Robot Guitar non sembra rivoluzionaria: ha l’aspetto di una normale Les Paul, il modello che ha fatto la storia della Gibson e del rock americano. Unica differenza visibile, i led che illuminano il potenziometro che regola il volume. Basta premerlo per vedere il robot all’opera: le chiavette in cima al manico, da sempre pazientemente girate e rigirate dai chitarristi per ottenere la giusta tensione della corda, si muovono da sole. E accordano lo strumento nelle sei diverse combinazioni possibili preimpostate.
La vera novità è nel manico. Qui è nascosto un processore che analizza le vibrazioni di ogni corda e trasmette alle meccaniche che reggono la corda l’ordine di aumentare o diminuire la tensione a seconda della nota scelta o dell’accordatura utilizzata. Può anche cambiare tipologia di accordatura mentre si suona, aprendo nuove possibilità creative. L’idea è di offrire un prodotto facile da usare e in grado di fare breccia nel mercato degli homeguitarist. Che non hanno la perizia tecnica dei grandi professionisti ma vorrebbero le sonorità. Magari premendo solamente un tasto.
Spesso i professionisti utilizzano accordature non comuni e gli appassionati non capiscono come mai non riescono a riprodurre gli stessi suoni. L’attenzione della Gibson al mercato dei non professionisti è sottolineata dal prezzo: 1700 euro, in linea con le entry level della casa. «Anche chi suona per lavoro troverà il prodotto interessante», assicura Juszkiewicz. «I professionisti non saranno più costretti a cambiare decine di chitarre durante i concerti per ottenere sonorità differenti. E, in più, la Robot Guitar è in tutto e per tutto una Les Paul, la chitarra di alta qualità che milioni di persone in tutto il mondo hanno imparato ad amare».
Ma i musicisti sono divisi. Per i puristi, il sistema di accordatura robot porterà alla scomparsa dell’orecchio assoluto, ovvero la capacità di riconoscere con esattezza la nota di un suono. Con un conseguente impoverimento delle capacità artistiche del chitarrista. Ma Juszkiewicz non sembra preoccupato, e si aspetta un responso positivo del mercato. «Il 7 dicembre metteremo in vendita contemporaneamente in tutto il mondo un’edizione limitata della Robot Guitar. A giudicare dai preordini che abbiamo ricevuto, ci aspettiamo di esaurire i primi 4mila esemplari in un paio di ore. E da gennaio 2008 sarà in vendita l’edizione standard».
(Fonte: Valerio Maccari - Repubblica.it)
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