Lettere livornesi. Alcune riflessioni sulla città di Livorno prese da Facebook 
Sto pensando da qualche giorno che Livorno è una sorta di esilio felice da cui ironicamente osservare la realtà. Mai prendersi sul serio insomma, con uno sguardo sempre tagliente e pragmatico sul presente. A volte senza un vero stimolo all'azione, ma anche l'ozio qui ha sempre un certo garbo poetico che fa pensare ...
Sono alcune riflessioni postate pochi giorni fà sul mio facebook. Mi ha fatto riflettere uno dei commenti a questo mio intervento. Mi è stato risposto un puro gergo labronico: "... a livorno in genere c'è da fà poo, quel poo lo si fa svogliatamente, ma si cerca di goderci l'ozio!". L'atmosfera è insomma poco incline alla fatica e molto orientata a godersi l'attimo fuggente.
Tra le tante criticità di una città come Livorno, questa dell'ozio comunemente benedetto dalla coscienza collettiva è uno dei pochi pregi che vale la pena sottolineare. Un ozio che si fa anche cordialità e consiglio per quanti venendo da fuori sono abituati a 'girare su frequenze diverse'.
Sarebbe preoccupante se questo dato caratteristico fosse però eretto a sistema. La sfida è insomma culturale e progettuale allo stesso tempo. Un invito a pensare la città in maniera diversa cercando di trasformarne alcune peculiarità in fattori di identificazione positiva.
05 / 07 / 2009
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