Lettere livornesi. L'augurio per Livorno del nuovo Assessore all'Innovazione della Giunta Comunale Vorrei una città pulita, sicura, accogliente, culturalmente vivace, internazionale, innovativa. Penso a una città con uno sviluppo basato sul lavoro e sulla coesione sociale. Livorno ha tutte le potenzialità per essere così. Le Leggi Livornine rappresentano la nostra vera vocazione: una città aperta, dove molte famiglie straniere hanno trovato e trovano ancora oggi integrazione ed accoglienza. Livorno non deve tradire le sue origini. Nella nostra città vivono ormai culture, religioni, razze diverse e solo grazie ad una vera integrazione e contaminazione sarà possibile non essere travolti da questo fenomeno ormai inarrestabile, ma governarlo e rendere l’immigrazione regolare una opportunità. Dobbiamo favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro straniero per rispondente alle esigenze non solo delle imprese e delle famiglie italiane, ma anche di dignità degli immigrati. Crescono intanto le aziende con titolari immigrati (io ne sono un esempio), che danno lavoro a lavoratori italiani, crescono i rogiti alle famiglie straniere. Gli immigrati sono quindi un volano per la crescita. Gli immigrati però devono conoscere e rispettare le leggi e le regole vigenti. Vorrei una città aperta alla conoscenza e alle nuove tecnologie. Troppo spesso diciamo, ma “tanto Livorno è cosi”, accettando un immobilismo culturale ed economico con fatalismo irreale, imputando ad altri la responsabilità del nostro malessere. Manca la spinta all’intraprendenza, al creare valore, all’innovare, al sognare progetti ambiziosi e poi realizzarli. Le imprese imputano alla pubblica amministrazione la “lentezza” dello sviluppo economico della città, il pubblico accusa il privato di non fare investimenti sul territorio e vivere di rendita. Dobbiamo consapevolmente prendere le nostre responsabilità e risolvere i problemi di Livorno: ognuno con i propri compiti, talenti, competenze e doveri. L’amministrazione locale, ascoltando le vere necessità dei cittadini e delle imprese, deve definire una chiara strategia di sviluppo e realizzare con azioni coraggiose e tempi certi il decollo del territorio. Le imprese devono creare benessere grazie ad un lavoro sostenibile, innovativo e di qualità, cercando di investire sui talenti dei giovani e non facendo fuggire i cervelli. I professionisti devono elevare il livello delle loro prestazioni. I cittadini consapevoli del ruolo determinante che hanno nella gestione del bene comune devono agire per conservarlo: le scritte sulle mura, gli escrementi per terra, le bottiglie rotte, le cicche sulle strade e sulla costa, gli atti incivili, le polemiche sterili, l’indifferenza verso gli altri, i pregiudizi ideologici, non fanno onore a nessuno e sicuramente non giovano a Livorno. Da questa crisi mondiale usciranno rafforzati solo quei territori che hanno fatto della parola sistema non uno slogan, ma una vera innovazione culturale. Insieme per la città. Insieme con azioni e risultati concreti, dobbiamo garantire benessere ai cittadini. I giovani di talento, italiani ed immigrati, devono essere le vere forze su cui puntare. Ma sta ai giovani conquistare i ruoli decisionali. Ho accettato di fare parte della giunta del Comune condividendo il progetto comune, sperando, anche in piccolo, di contribuire alla realizzazione della città che vorrei.
Darya Majidi imprenditrice e assessore del Comune di Livorno Fonte: Il Tirreno.it
12 / 07 / 2009
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