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“L’Italia all’estero non porti solo moda”. Realacci parla delle potenzialità del nostro paese

Quali sono i nuovi motori della crescita del Made in Italy sui mercati esteri? Alcuni segnali di ottimismo cominciano a farsi sentire. “Appena nel dicembre 2005 – ha sottolineato Ermete Realacci – il “Time” usciva con una copertina che metteva l’Italia in un braccio di ferro contro la Cina. Michelangelo contro un invincibile guerriero armato di terracotta. E oggi la qualità di ‘Michelangelo’ esporta pelli conciate in Cina. È la storia vincente dei nostri distretti industriali di qualità”. La competitività del Made in Italy sul mercato globale è stata al centro della convention delle Camere di Commercio Italiane all'estero, svoltasi nei giorni scorsi a Livorno.

L’Italia è da sempre rinomata per le creazioni nel campo della moda e del design. C’è anche l’Italia ICT però, quella che sa fare tecnologia innovativa e sa tirare fuori brevetti da esportare in tutto il mondo. È il caso della CDC Point Spa, azienda pontederese leader del commercio informatico. “Abbiamo sempre puntato sull’innovazione – ha detto il presidente Giuseppe Diomelli – e oggi con un progetto che mira a facilitare la gestione delle informazioni esportiamo brevetti in Usa e in Europa”.

Percorsi virtuosi. Le aziende italiane che sbarcano su ‘marte’ sono poche, ma qualcuno ce la fa davvero. E’ il caso della Kayser Italia S.r.l. di Valfredo Zolesi, azienda specializzata in progettazione di apparecchiature e software per bio-esperimenti nello spazio. “Dobbiamo puntare su progetti ad alto contenuto di sfida – ha evidenziato Zolesi – imparare a farlo come sistema imprenditoriale, credendoci e sognandoci sopra”.

Dal pianeta rosso al Venezuela il passo è breve. La Astaldi spa c’è arrivata. “Costruiamo ferrovie in un territorio dove le potenzialità sono enormi”. Secondo il vice direttore generale estero Astaldi Rocco Nenna la sfida si può continuare a vincere incentivando gli accordi Paese-Paese che stimolano le comunità italiane aumentando i volumi dell’interscambio.

Ma non sempre è facile sbarcare oltreoceano. La competizione globale crea anche difficoltà. In molti settori ‘maturi’, come quello siderurgico, si può comunque tentare l’avventura, ma lo si può fare . “Puntando sull’aggregazione e sulla forte integrazione tra chi produce e chi utilizza”. Lo ha sottolineato Francesco Semino, responsabile delle relazioni esterne della Lucchini, 2° gruppo italiano nel siderurgico. “E poi attraverso l’innovazione di processo, di prodotto e di sostenibilità in termini ambientali”.

Volare alto a volte è estremamente facile. Non bisogna mai dimenticare però che l’economia italiana è fatta di tante piccole medie imprese che spesso con i temi dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico non ci stanno mai pari. La risposta a queste sfida può arrivare solo da studiati processi di aggregazione. “Aggregare le piccole imprese e coordinare le loro iniziative all’estero è la strada da percorrere per tenere la rotta nel mercato globale, ma solo se l’Italia è capace di fare sistema, e di farlo con continuità”. E ‘ questa la ricetta di Daniele Vaccarino, Vice Presidente CNA nazionale. Non siamo comunque molto lontani dal traguardo, dice Alessandro Barberis, Vice Presidente Unioncamere Delegato all’Internazionalizzazione. “Non siamo all’anno zero – ha concluso – dobbiamo semplicemente incentivare la nostra capacità di sinergia tra imprese e mondo istituzionale. Fare rete per governare insieme la globalizzazione”. I

nnovare è anche questione di tradizione. E’ questo in sintesi il pensiero del Ministro per i rapporti con il Parlamento e per le riforme istituzionali Vannino Chiti. “Occorre puntare sull’innovazione di processo e di prodotto e sulla massima collaborazione per fare squadra. Bisogna essere consapevoli che l’Italia ha il grande valore aggiunto della cultura, sia umanistica che scientifica”. Il bagaglio che ci portiamo dietro come paese non è insomma un fardello insopportabile, ma è l’unica vera leva su cui agire per riuscire a dire il mostro nome ‘a voce alta’ di fronte ad un mondo che girerà sempre più velocemente.

(Fonte: ItalianInnovation.it - Autore: Marco Bennici)





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