LIVORNO LAB: NAUTICA, LOGISTICA E TURISMO PER UNA ‘LIVORNO DA FARE’
Le linee guida fornite da Richard Florida riguardo alle città creative possono essere opportunamente declinate sulla realtà di Livorno. Questo l’obiettivo che ci siamo dati con questa serie di articoli. In sintesi Florida sposa la ‘teoria del capitale creativo’, in base alla quale le persone talentuose tendono a scegliere come residenza posti ricchi di stimoli in termini di ‘life style’, dove poter ottenere un riconoscimento sociale in quanto persone creative. Tecnologia, tolleranza e talento sono i 3 assi attorno a cui tentare di ‘ingegnerizzare’ innovazione e creatività.
Il punto di partenza è innanzitutto la mission che un territorio si vuole dare. Nel caso livornese è chiaro da quanto successo negli ultimi anni che i settori su cui si sta puntando sono quelli della nautica, della logistica e del turismo. Tre settori estremamente interrelati tra di loro, con ottime possibilità di sfruttare le economie di scala che da questa interrelazione possono conseguire.
Per nautica si intende la nautica da diporto. Il settore della costruzione di grosse imbarcazioni per uso privato ha toccato recentemente punte di interesse un tempo impensabili. Il vantaggio principale della nostra industria della nautica del lusso è quello di saper coniugare insieme tecnologia e life style italiano, rendendo appetibili le creazioni nostrane soprattutto all’estero.
La logistica viene intesa prettamente in termini operativi. Con questo termine si fa riferimento alla costruzione di politiche per la logistica, quindi politiche dell’intermodalità e della fluidità dei trasporti per aria, su strada e per mare. C’è però anche l’industria della logistica da considerare. E’ quella dedita alla produzione di apparecchiature elettroniche per il georeferenziamento, la gestione dei flussi e il booking. Un settore altamente high-tech che potrebbe beneficiare nel caso livornese della presenza di produttori ed operatori logistici sullo stesso territorio.
Il turismo è settore ben noto a tutti. In questo campo la città di Livorno e l’intera provincia si stanno attrezzando per aumentare l’offerta di servizi, strutture ed eventi da proporre al mercato turistico nazionale. Anche in questo caso converrebbe considerare il valore aggiunto che potrebbe derivare a tale settore dalla presenza in loco di industrie high-tech che operano a vario titolo lungo la catena del valore dell’industria turistica. Le possibilità di sfruttamento di tecnologia nel campo turistico sono moltissime, andando dalla gestione delle prenotazioni, alla personalizzazione del soggiorno, allo sviluppo di supporti per l’entertainment dei turisti. Per quanto riguarda il turismo ci sono alcune considerazioni in più da fare. Considerato il patrimonio artistico a disposizione di molti livornesi, varrebbe la pena di non trascurare le opportunità derivanti dalla creazione di piattaforme di file sharing di contenuti di questo tipo. Musicisti, attori, pittori, scrittori che tengono molto spesso in cantina le loro creazioni potrebbero con esse dare una nota di colore in più alla provincia labronica, lavorando nello stesso tempo, oltre che sulla promozione dei loro ‘manufatti’, anche ad un marketing territoriale veramente condiviso.
Nautica e industria della logistica potrebbero sfruttare una medesima piattaforma di aziende sub-fornitrici delle componenti di microelettronica necessarie alla produzione degli apparecchi finiti. Dalla stessa piattaforma potrebbero approvvigionarsi anche le aziende operanti nell’high-tech del turismo facendo economie di scala ed abbattendo i costi di transazione.
Un distretto industriale ad alta tecnologia a servizio di nautica, logistica e turismo. Una piattaforma integrata di competenze e produzioni ad alto valore aggiunto operanti nel campo della sub-fornitura e dell’assemblaggio finale. Una rete di servizi per il turismo e l’intrattenimento. Un sistema di servizi via web per la diffusione della cultura artistica labronica. Un’offerta formativa che in parte si sta già adeguando a queste nuove sfide ed in futuro sarà chiamato a farlo sempre più sviluppando nuove forme di accordo con l’Università di Pisa. Questo potrebbe essere il tessuto produttivo livornese da qui a dieci anni. Questo potrebbe essere l’humus culturale di una città che sa di mare e che vive simbioticamente con esso. Le condizioni ci sono tutte, le ricette di management per arrivarci pure. Occorrerebbe un forte convincimento della politica locale e delle istituzioni regionali per arrivarci. Occorrerebbe anche il coraggio un po’ sfrontato di qualche imprenditore che sappia trarre spunto da quanto hanno già fatto coloro che negli ultimi anni hanno deciso di investire a Livorno. La convinzione è che se questa sarà la vera vocazione del territorio labronico ad essa in qualche modo si arriverà.
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