Innonation - di Marco Bennici
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L’”occhio” nucleare rivela: Napoleone non e’ stato avvelenato

Le sezioni di Milano Bicocca e di Pavia dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) hanno esaminato i capelli dell’Imperatore e hanno dimostrato che non c’e’ stato un aumento significativo di tracce di veleno (arsenico) nell’ultimo periodo di vita a Sant’Elena. Le analisi sono state effettuate all’Universita’ di Pavia. Sono stati esaminati diversi capelli di Napoleone (da quando era ragazzo fino a poco dopo la morte) e dei suoi cari. Sono stati esaminati anche capelli di persone viventi per capire la differente concentrazione di arsenico.

Non e’ stato un avvelenamento da arsenico a uccidere Napoleone a Sant’Elena. Lo afferma un nuovo, meticoloso esame svolto dalle sezioni dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Milano-Bicocca e Pavia, assieme alle Universita’ degli Studi di Milano-Bicocca e Pavia.

I fisici hanno utilizzato il piccolo reattore nucleare dedicato esclusivamente alla ricerca dell’ateneo pavese, mettendo in campo tecniche messe a punto per un esperimento (chiamato “Cuore”) in preparazione ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso.
La ricerca, che verra’ pubblicata sulla rivista “Il Nuovo Saggiatore” e’ stata compiuta su diversi tipi di capelli. Sono stati presi infatti campioni prelevati da Napoleone Bonaparte fanciullo in Corsica, durante il suo esilio nell’Isola d’Elba, nell’isola di Sant’Elena il giorno della sua morte (5 maggio 1821) ed in quello successivo (6 maggio 1821). Assieme a questi, sono stati utilizzati anche capelli prelevati dal Re di Roma (il figlio di Napoleone) negli anni 1812,1816,1821,1826 e infine altri prelevati all’Imperatrice Josephine alla sua morte nel 1814. I capelli provenivano dai musei Glauco-Lombardi di Parma, Malmaison di Parigi e dal Museo Napoleonico di Roma. Assieme a questi capelli “storici”, si sono esaminati, per comparazione, anche dieci capelli di persone attualmente viventi.

I capelli sono stati inseriti in capsule e quindi inseriti nel “core” del reattore nucleare di Pavia. La tecnica usata e’ quella della “attivazione neutronica” che ha due enormi vantaggi: da un lato, infatti, non e’ distruttiva e dall’altro permette di ottenere risultati di grandissima precisione anche su campioni di piccolissima massa quali i capelli umani.
I ricercatori hanno stabilito in questo modo la presenza di arsenico in tutti i capelli esaminati. Si cercava questo elemento perche’ da decenni diversi storici, scienziati e scrittori hanno avanzato l’ipotesi che Napoleone fosse stato avvelenato dai suoi carcerieri a Sant’Elena durante la sua prigionia seguita alla sconfitta di Waterloo.
Gli esami hanno riservato alcune sorprese.

La prima, e’ che il livello di arsenico presente in tutti i capelli di due secoli fa supera di ben due ordini di grandezza (cioe’ cento volte) il valore medio riscontrato nei capelli odierni. I capelli dell’Imperatore, infatti, presentavano un valore medio di presenza dell’arsenico attorno a dieci parti per milione, mentre i capelli dei nostri contemporanei raggiungevano un valore attorno al decimo di parte per milione. In altre parole, l’ambiente nel quale erano immerse le persone agli inizi dell’ottocento portava evidentemente alla ingestione di quantita’ di arsenico che oggi riterremmo pericolose.
La seconda sorpresa riguarda la differenza della concentrazione di arsenico tra il Napoleone ragazzo e i suoi ultimi giorni a Sant’Elena. Per i ricercatori, e in particolare per i tossicologi che hanno partecipato allo studio, e’ evidente che non si puo’ parlare in questo caso di avvelenamento, ma di un costante assorbimento dell’ arsenico.

(FONTE: Eureka Alert)

(Autore immagine: Flickr CC - Authorization Licensed)

12 / 02 / 2008

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