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Metodologie di animazione territoriale per facilitare il trasferimento di competenze e di know-how


Incrementare la competitività delle imprese e facilitare il trasferimento di tecnologie. Sono queste le finalità di TOMMI, progetto finanziato dalla Regione Toscana (Docup 1.7.1). In una logica squisitamente bottom-up, partendo dalle esigenze di innovazione codificate presso un campione di PMI, il progetto prevede azioni pratiche ed integrate a favore dell’innovazione di prodotto/processo. ‘Trasferimento Orizzontale di Materiali e Metodologie Innovativi’, questo il nome per esteso del progetto che vede coinvolti Firenze Tecnologia, azienda speciale della Camera di Commercio, l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA), il Dipartimentio di Meccanica e Tecnologie Industriali dell’Università di Firenze, il Laison Office dell’Università di Siena e il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Pisa. I lavori sono partiti il 21 novembre scorso con un workshop partecipativo animato da Firenze Tecnologia presso il Museo Piaggio di Pontedera.

La metodologia utilizzata per dare avvio alle attività di TOMMI è l’ European Awareness Scenario Workshop (EASW). Nasce in Danimarca all’inizio degli anni ’90. Nel 1994 è stata adottata ufficialmente, promossa e diffusa dal programma Innovazione della Commissione Europea per stimolare la progettualità partecipata, negoziata, consensuale e dal basso tra grandi gruppi di attori locali.

“Firenze Tecnologia è sempre attenta a supportare le aziende nei loro processi di creatività ed interazione – commenta Giovanni Nebiolo, amministratore delegato di Firenze Tecnologia – con questi workshop interattivi, coordinati da Paolo Martinez, National monitor dell’EASW per l’Italia, offriamo servizi di animazione territoriale, lavorando per integrare un’ampia gamma di competenze interdisciplinari di attori pubblici e privati che agiscono sui territori nel processo di definizione ed implementazione delle proprie strategie e azioni di consolidamento e innovazione”. Martinez ha recentemente costituito ‘Ideai’, azienda spin-off di Firenze Tecnologia.

A livello pratico la metodologia EASW si articola in tre fasi fondamentali: lo sviluppo di scenari; la mappatura degli stakeholder e organizzazione locale; il workshop EASW – sviluppo delle visioni ed elaborazione di idee. Le prime due fasi sono preparatorie al workshop e coinvolgono generalmente un gruppo ristretto di partecipanti, per lo più tecnici ed esperti sul tema trattato. Obiettivo, da un lato elaborare scenari ipotetici tenendo conto di due principali dimensioni relative a “come” saranno risolte le situazioni locali e su “chi” dovrà occuparsene, dall’altro identificare gli attori chiave che prenderanno parte al workshop, all’interno di quattro categorie: amministratori/politici; tecnici/esperti; settore economico; società civile.

Il workshop può durare uno o più giornate ed è coordinato da uno specifico team di facilitazione. Si articola in due fasi: l’elaborazione di visioni future e lo sviluppo di idee e azioni. Nella prima fase è chiesto ai partecipanti di sviluppare visioni relative ad un futuro possibile da qui a dieci anni. Si lavora in gruppi ristretti di dieci persone, cercando di ‘mixare’ il più possibile le competenze presenti. Nella fase plenaria di discussione che segue ci si confronta sugli scenari avanzati dai gruppi e vengono individuati i temi più significativi su cui concentrare l’attenzione nel corso della seconda fase. A questo punto vengono costituiti quattro gruppi tematici a composizione mista tra le diverse categorie di attori. Ricorrendo a sessioni successive di brainstorming e a tecniche di negoziazione ciascun gruppo giunge ad elaborare un numero rilevante di idee e di possibili modalità di realizzazione, tra cui ne seleziona un massimo di cinque da presentare nella sessione plenaria di chiusura del workshop. Durante tale sessione, dopo la presentazione di ciascuna idea, una votazione finale di tutti i partecipanti individua le cinque idee più significative, da realizzare attraverso piani di azione congiunti.

Per l’EASW sviluppato per il progetto TOMMI sono stati individuati quattro gruppi di interesse iniziali. Aziende, trasferitori, esperti/università, istituzioni. Sono questi i gruppi che si sono confrontati la mattina sulle tematiche del progetto elaborando una serie di visioni che sono state poi sintetizzate in un poster finale. Nel pomeriggio sono stati attivati quattro gruppi tematici: persone, prodotti, metodologie, comunicazione. Al termine della giornata ogni gruppo ha presentato un poster con due azioni per il futuro. Le azioni proposte sono state votate da tutti i partecipanti selezionandone tre su cui si attiveranno nel corso del progetto ulteriori iniziative a favore di una loro ulteriore implementazione. Le tre azioni scelte sono state: un ‘laboratorio interaziendale BEN-ESSERE’ per la crescita, il benessere e il team building del capitale umano; un Job Fair con case studies, sostanzialmente un evento in cui tutte le imprese espongono una problema da risolvere ad una platea di studenti, neo-laureati o esperti di Innovazione, formati al problem-solving e selezionati non in base al proprio CV ma in base alle reali capacità di risoluzione dei casi; una fondazione per l’innovazione costituita da consorzi di banche ed enti pubblici allo scopo di fare scouting di idee per nuove imprese da finanziare con capitale di rotazione da valutare da parte di terzi.

(Fonte: ItalianInnovation.it - Autore: Marco Bennici)



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