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Muovere passi verso il futuro facendosene una ‘vision’, la metodologia EASW
Suona sicuramente trendy parlare di ‘vision’. Il termine è molto utilizzato a livello aziendale per indicare il percorso che si intende tracciare da oggi ad un domani quantomeno indefinito. Nella gestione strategica è utilizzato per indicare la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi e incentiva all’azione. Indubbiamente la vision è un processo più che uno stato di fatto. In particolare è un processo di costruzione di ponti sopra cui far transitare le più diverse aspirazioni. E’ un percorso cognitivo principalmente che poggia indubbiamente le sue basi sulla fantasia e sulla creatività.
A supporto della costruzione di una vision esistono oggi numerose metodologie. Tramite esse è possibile aiutare un team di lavoro a convergere verso una visione comune. Tra le varie tecniche oggi a disposizione una è stata sviluppata a livello comunitario. La metodologia European Awarness Scenario Workshop (EASW) nasce in Danimarca all’inizio degli anni ’90. Nel 1994 è stata adottata ufficialmente, promossa e diffusa dal programma Innovazione della Commissione Europea per stimolare la progettualità partecipata, negoziata, consensuale e dal basso tra grandi gruppi di attori locali. A livello pratico la metodologia EASW si articola in tre fasi fondamentali: lo sviluppo di scenari; la mappatura degli stakeholder e organizzazione locale; il workshop EASW – sviluppo delle visioni ed elaborazione di idee.
Le prime due fasi sono preparatorie al workshop e coinvolgono generalmente un gruppo ristretto di partecipanti per lo più tecnici ed esperti sul tema trattato: obiettivo, da un lato elaborare scenari ipotetici tenendo conto di due principali dimensioni relative a “come” saranno risolte le situazioni locali e su “chi” dovrà occuparsene, dall’altro identificare gli attori chiave che prenderanno parte al workshop, all’interno di quattro categorie: amministratori/politici; tecnici/esperti; settore economico; società civile.
Il workshop può durare uno o più giornate ed è coordinato una uno specifico team di facilitazione. Si articola in due fasi: l’elaborazione di visioni future e lo sviluppo di idee e azioni. Nella prima fase è chiesto di sviluppare visioni relative ad un futuro possibile da qui a dieci anni. Nella fase plenaria di discussione ci si confronta sugli scenari avanzati dalle diverse categorie e si individuano i temi più significativi su cui concentrare l’attenzione nel corso della seconda fase. A questo punto si individuano quattro gruppi tematici e a composizione mista tra le diverse categorie di attori. Ricorrendo a sessioni successive di brainstorming e a tecniche di negoziazione ciascun gruppo giunge a elaborare un numero rilevante di idee e di possibili modalità di realizzazione, tra cui ne seleziona un massimo di cinque da presentare nella sessione plenaria di chiusura del workshop. Durante tale sessione, dopo la presentazione di ciascuna idea, una votazione finale di tutti i partecipanti individua le cinque idee più significative, da realizzare attraverso piani di azione congiunti.
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