Nobel per la Pace ad Obama. Una riflessione sulle motivazioni della decisione

Stupore e sorpresa per il premio Nobel ad Obama. Nella motivazione si legge che il riconoscimento è dovuto agli «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli». Ha avuto «grande importanza l'impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere. Il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti, anche quelli più complessi. L'immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti».
Eletto nel novembre scorso ed insediatosi a gennaio, Barack Obama ha avuto effettivamente ancora poco tempo per costruire un’azione di governo in grado di dare risposta sia ai problemi del suo paese, sia a quelli del mondo intero. Indubbiamente si può cogliere una forte continuità tra le promesse fatte in campagna elettorale e questi primi mesi di azione politica. Premiata la speranza? Questo sostengono alcuni, nella convinzione che il nuovo presidente abbia fatto ancora poco per giustificare il conferimento di simile onorificenza. E’ d’altronde vero che questa decisione non potrà non pesare su alcune situazioni che nel breve futuro potrebbero richiedere il ricorso alla forza. Vedi il caso dell’Iran solo per esemplificare. E c’è anche da credere che possa essere valido una volta tanto anche per le spietate regole dello scacchiere internazionale il linguaggio dei segni.
Suona insomma irrituale questa assegnazione data dopo soli 10 mesi di vita da presidente americano. Sembra quasi una scommessa su un futuro migliore. Ripeto, un segno. Uno di quelli destinati a pesare sia nei confronti della politica internazionale americana, sia nei confronti della politica di tutti quei paesi alleati degli States. Con una grande incognita da tenere presente che fa da bilanciere per tutto questo, quella legata alle prepotenze dell’Iran ed al tipo di risposta che la comunità internazionale deciderà di dare ad un eventuale escalation della situazione.
09 / 10 / 2009
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