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Parte 'Industria 2015', il piano per il rilancio dell'industria italiana


Presentato dal Ministro per lo Sviluppo Economico ‘Industria 2015’, il progetto del Governo Prodi per sbloccare il paese. Cinque le aree di intervento: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie per la vita, nuove tecnologie per il ‘made in italy’ e tecnologie innovative per i beni culturali. Entro Gennaio dovrebbero uscire i bandi sulle prime due tematiche. Sono stati intanto individuati i project manager per ciascun filone di attività.

Il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, ha messo in cantiere i nuovi strumenti di politica industriale per il paese. E’ stato presentato sabato scorso a Milano 'Industria 2015'. È il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal governo italiano il 22 settembre 2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007. Gli obiettivi del progetto sono quelli di rimuovere gli 'ostacoli' e di aumentare il tasso di sviluppo.

‘Industria 2015’ stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, fondato su: un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie; un’analisi degli scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro Paese in una prospettiva di medio-lungo periodo (il 2015).

“Si ha ben presente che l’Italia, come la Germania e il Giappone, è e resterà un Paese a vocazione industriale”, ha affermato Bersani nel presentare il programma. La politica industriale disegnata da 'Industria 2015', prevede due strade: da una parte incentivi fiscali automatici specie per ricerca e innovazione; dall’altra un sistema ben individuato di progetti innovativi che saranno selezionati su aree strategiche per il nostro sistema industriale.

La svolta alla politica industriale italiana è insomma imminente. Le prime misure del pacchetto dovrebbero entrare già a regime nel 2008. E’in fase di completamento, la distribuzione degli incentivi fiscali. Con il definitivo decollo del piano si definirà anche lo schema tecnico per i vari progetti innovativi. Entro gennaio saranno lanciati i prime bandi per efficienza energetica e mobilita' sostenibile.

Ogni area strategica è affidata ad un Project Manager con comprovate competenze nel settore individuato. Il Project Manager, avvalendosi nella sua azione del supporto di strutture specializzate, interne ed esterne alla Pubblica Amministrazione, definisce le modalità e i criteri per individuare enti, imprese e associazioni da coinvolgere nel progetto, identifica i meccanismi di sostegno alla realizzazione del progetto e ogni altra misura di regolamentazione e di contesto utile per l’attuazione degli interventi e, infine, determina i tempi di realizzazione del progetto.

Imprese (piccole, medie e grandi), enti di ricerca, università e soggetti finanziari saranno chiamati a partecipare ai singoli Progetti di Innovazione Industriale sulla base di specifici inviti lanciati dal Responsabile di Progetto. Le amministrazioni pubbliche nazionali e locali, in particolare le Regioni, possono contribuire prevedendo strumenti di intervento che andranno ad affiancarsi a quello specificatamente previsto per i PII (Fondo per la Competitività e lo Sviluppo). Nella realizzazione di ogni Progetto, inoltre, è previsto il raccordo tra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Università e della Ricerca e Ministero dell’Innovazione nella Pubblica Amministrazione. Sotto il profilo finanziario questo raccordo si manifesta in uno stretto coordinamento tra i fondi per la ricerca e i fondi per lo sviluppo gestiti dai singoli ministeri.

L’intervento pubblico per il sostegno finanziario dei Progetti di Innovazione Industriale supera la tradizionale corrispondenza tra singolo incentivo e attività finanziabile e mira a “confezionare” dei pacchetti di agevolazioni tagliati su misura rispetto alle finalità da perseguire e alle specificità delle iniziative da realizzare. In quanto iniziative integrate e complesse promosse da una pluralità di soggetti pubblici e privati, l’intervento pubblico può prevedere, oltre al tradizionale sostegno alle imprese attraverso incentivi, anche la costituzione di partenariati pubblico-privato.

(Fonte: ItalianInnovation.it - Autore: Marco Bennici)



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