Per il Vaticano non ci sono contraddizioni tra fede e vita aliena

Credere che l'universo possa essere abitato da alieni non contraddice la fede in Dio. L'affermazione arriva dall'astronomo ufficiale della Santa Sede. Secondo il reverendo Jose Gabriel Funes, un gesuita direttore dell'Osservatorio astronomico vaticano, la vastità del creato è di per se testimonianza del fatto che possano esistere altre forme di vita intelligenti fuori del pianeta Terra.
“Come possiamo escludere che la vita si possa essere sviluppata anche altrove?”, afferma il reverendo. “Se chiamiamo fratelli e sorelle le creature terrestri, perchè non dovremme parlare di fratelli extraterrestri? Sono anche essi parte della creazione”. In un'intervista rilasciata all'Osservatore Romano, Funes afferma che un concetto del genere “non contraddice la fede”. Anche gli alieni sono figli di Dio. “Non ammettere ciò significherebbe porre limiti alla libertà creativa di Dio”.
L'intervista, intitolata “L'extraterrestre è mio fratello”, affronta una serie di temi comprendenti i rapporti tra la Chiesa di Roma e la scienza, nonché le implicazioni teologiche dell'esistenza di forme di vita aliena. Secondo il padre gesuita, la scienza, astronomia compresa, non contraddice la religione. E' questo un filone molto caro a Benedetto XVI che ha fatto del tema del rapporto tra fede e ragione uno dei temi chave del suo pontificato.
La Bibbia “non è un libro di scienza”, dice Funes, aggiungendo che lui crede che la teoria del Big Bang sia la spiegazione più plausibile dell'origine dell'universo. La teoria afferma che l'universo avrebbe avuto origine miliardi di anni fa dall'esplosione di un ammasso concentratissimo di materia. Nello stesso tempo, continua Funes, “Dio è il creatore dell'universo e noi non siamo certo il risultato del caso”.
L'invito più forte fatto dal padre gesuita ha come destinatari sia la Chiesa, sia la comunità scientifica. Lasciare alle spalle le divisioni provocate della persecuzione galileiana. 400 anni fa l'astronomo fu tacciato come eretico e costretto a rivedere la sua teoria della rivoluzione della Terra attorno al sole.
“La Chiesa ha cercato di riconoscere i suoi sbagli”, dice il gesuita. “Forse avrebbe potuto farlo meglio, ma adesso è veramante arrivato il tempo di sanare le ferite provacate da quell'incidente. Il modo migliore di farlo è attraverso un dialogo sereno e collaborativo”. Già nelle parole di Giovanni Paolo II, “la vicenda Galileo è stata un errore dovuto ad una recirpoca incomprensione”.
I maggiori sforzi per tentare questa ricucitura tra religione e scienza li ha fatti proprio l'Osservatorio guidato da Funes. I suoi ricercatori hanno prodotto importanti ricerche su questi argomneti. Inoltre l'Osservatorio vanta una collezione di meteoriti considerata una delle più importanti al mondo. La struttura fu fondata da Papa Leone XIII nel 1891. Ha sede a Castel Gandolfo, luogo di riposo estivo del Pontefice. L'Osservatorio ha anche una propria sede a Tucson presso l'Università dell'Arizona.
(Autore immagine: Flickr - Authorization Licensed)
16 / 05 / 2008