Prezzo del petrolio alle stelle. La stampa americana raccomanda: “Abituatevici!”

Il prezzo del petrolio non sembra destinato a cedere. La lettura delle analisi di alcuni dei migliori commentatori americani non lascia ben sperare. Ieri Wired titolava: “Abituatevici. Il prezzo stratesferico raggiunto dal petrolio rimarrà tale”. Via insomma tutte i dubbi relativi alla ennessima bolla speculativa che avrebbe fatto crescere il prezzo del barile portandolo alle stelle. L'unica alternativa è convivere con queste situazione, riducendo eventualmente i consumi e puntando maggiormente sulle energie alternative.
Quadruplicato il prezzo in nemmemo 5 anni. E' questa la storia recente del barile di petrolio. Una linea in continua ascesa dal 2003 ad oggi. Speculazione o naturale conseguenza di una serie di fattori che vedono aumentare i consumi dei paesi emergenti e ridursi nel contempo le riserve di oro nero? Nemmeno queste due macrocause sembrano sufficienti a spiegare il quattro volte tanto di questi ultimi anni.
Non può trattarsi di una bolla speculativa secondo Paul Krugman, giornalista del New York Times. L'unico caso in cui gli speculatori potrebbero riuscire tanto a lungo ad incidere sul prezzo dell'oro nero sarebbe quello di una riduzione delle scorte. Cosa che non si sta verificando in questo caso, i livello delle scorte è rismasto sostanzialmente invariato negli ultimi anni.
Non è d'accordo invece la Agenzia per l'informazione energetica americana. Insiste per ricondurre la recente dinamica dei prezzi al fattore speculativo. Trovare una spiegazione all'intero fenomeno non è semplice. L'economia americana sta attraversando un forte rallentamento della sua crescita. La domanda di beni importati è destinata a calare, indebolendo le economie dei paesi (Cina ed India) che vivranno per primi sulla loro pelle questa situazione. Come effetto dovrebbe indebolirsi il prezzo del petrolio, utilizzato per trasportare le merci da un paese all'altro.
Tra un'analisi e l'altra il dato di fatto resta. Il prezzo al barile continua a salire. Le cause sembrano veramente risuedere nella crescente domanda di energia formulata da India e Cina e nella almeno parziale riduzione delle scorte. Entrambi questi fattori non spiegherebbero però gli alti livelli raggiunti. Viene veramente il dubbio che il differenziale sia il prezzo che stiamo pagando agli speculatori. Ai benzinai si vedono solo i numeri crescere. Per correttezza qualche gestore farebbe bene ad esporre un cartello: “Abituatevici!”.
(Autore immagine: Flickr gunnivb - Authorization Licensed)
15 / 05 / 2008