Produrre pelle dalle cellule staminali dei capelli
Produrre pelle dalle cellule staminali dei capelli, la scoperta innovativa
di una società sassone. Nel dibattito sulle cellule staminali si confondono spesso etica e
problematiche di deontologia medica. Intanto la ricerca procede e cominciano
a vedersi i primi risultati del loro utilizzo. Buone notizie arrivano da una
società sassone. I suoi ricercatori sarebbero riusciti a ricavare pelle
utilizzando le cellule staminali presenti nella guaina più esterna dei
capelli. Il tessuto così generato potrebbe essere utilizzato per curare
pazienti affetti da ferite od ustioni di carattere cronico.
Il lavoro di questi scienziati inglesi è frutto dello studio condotto sulle
cellule staminali adulte multipotenti presenti sulla fibra del capello.
Secondo le ricerche svolte si potrebbero ottenere da queste radici tessuti
equivalenti all’epidermide. Dopo un periodo di 5 o 6 settimane di
‘coltivazione’ di queste cellule si otterrebbero coni di pelle multistrato
da applicare alle ferite da chiudere. In passato questo tipo di ferite
veniva curato trapiantando al paziente affetto da simili ferite lembi di
pelle prese dalla sua stessa epidermide, causando nuove ferite, aperte per
chiuderne altre più vecchie, e causando molto spesso complicazioni al
paziente stesso.
Per effettuare questo trapianto di cellule autologhe è necessario prelevare
solo pochi capelli dalle cute del paziente. Sottoposte ad adeguato
trattamento nel giro di sei settimane le cellule prelevate cominciano a
proliferare. A fronte di una età più giovane del paziente sarà più veloce il
processo di proliferazione delle nuove cellule epidermiche. Le cellule
staminali utilizzate sono quelle multipotenti, cioè quelle in grado di
trasformarsi unicamente in alcuni tipi di cellule. La scoperta alla base di
questo importante risultato è aver individuato che le cellule staminali che
formano la guaina più esterna dei capelli possono trasformarsi anche in
cellule staminali epidermiche. La loro coltivazione in ambiente protetto
consente di ottenere bande di pelle da applicare su ferite ed ustioni
croniche.
Molti i vantaggi di questo tipo di tecnologia. Le nuove cellule epidermiche
sono ricavate dal paziente, riducendo drasticamente il pericolo di eventuali
rigetti. La terapia non è invasiva, non è necessario aprire nuove ferite per
ricavare tessuto da trapiantare. Indipendentemente dall’età del paziente è
possibile ottenere materiale di buona qualità per il trapianto. Si può
procedere a numerosi trapianti in parallelo a fronte di più ferite da
curare. Le cellule staminali ricavate dalla guaina esterna dei capelli può
essere crio-conservata, rendendo possibili molteplici sessioni di trapianto
a seguito di un solo prelievo di capelli.
Marco Bennici
22 giugno 2007