Qtrax non apre. Il mondo gratis a rischio di svendita

Qtrax una bufala. All’ora fissata, la mezzanotte americana, 9 paesi avrebbero potuto cominciare a scaricare gratuitamente musica dai cataloghi della 4 major del disco. All’ora fissata il link sulla pagina del sito per scaricare il software per attivare il download era disattivo. Immediate le smentite delle case discografiche che secondo il boss di Qtrax avrebbero firmato accordi per partecipare a questo nuovo sistema di peer-to-peer legale e gratuito.
Dopo la prima smentita, quella di Warner, il presidente di Qtrax, Allan Klepfisz, ha spiegato che effettivamente “non era stato messo ancora nulla nero su bianco”, ma gli accordi erano stati definiti con tutti. Un tentativo per correre ai ripari, rispetto agli effetti prodotti dal tam tam provocato su internet dalla notizia di quintali di mp3 da scaricare senza più problemi.
La parola magica che ha prodotto tutta questa risonanza è ‘gratis’. Una delle più cliccate sul web. Nello stesso tempo una delle più sintomatiche. Dietro essa si nasconde un rischio, quello della svendita. E nello stesso tempo essa è emblematica anche di un disallineamento, quello dovuto ad una sproporzione tra salari, costo della vita ed effetti desiderati.
Senza voler entrare in questioni riguardanti la filosofia dell’open-source, vale la pena di buttare giù una semplice considerazione. Oggi su Repubblica nelle pagine interne di R2, Ernesto Assante ha scritto un articolo delle varie declinazioni che sta assumendo il nuovo paradigma del “mondo gratis”. Non solo musica, film, libri o giornali, l’impero del gratis sta pian piano contagiando anche il settore turistico: aerei, alberghi, pacchetti vacanze. Anche automobili. Tutto gratis insomma, il revenue per le aziende che hanno scelto di abbracciare questa filosofia arriva dagli introiti per le sponsorizzazioni.
Il mercato come ha sempre fatto si adegua. Inventa nuove forme per stimolare comunque il consumo, nonostante il quadro macroeconomico non gli voglia dare ragione. La filosofia del gratis avrà anche i suoi vantaggi. Il rischio che vi intravedo dietro è quello della ‘svendita’. La svendita a prezzo scontato di una serie di beni che in gran parte rappresentano il prodotto di un processo prettamente culturale. Una cultura che deve essere ovviamente appannaggio di tutti, ma che inflazionata troppo dal ‘gratis’ rischia di svalutarsi eccessivamente. La raccomandazione nell’uso di questa nuova filosofia allora è quella della tradizionale e sempre valida ‘buona misura’.
(Autore immagine: Flickr emule - Authorization Licensed)
29 / 01 / 2008