Innonation - di Marco Bennici
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Quanti anni ha Babbo Natale? 1700, portati veramente molto bene

Quanti i nomi di Babbo Natale. Una figura tipica delle tradizioni nordiche la cui iconografia è stata inventata dalla Coca Cola. Santa Claus, Joulupukki, San Nicola, Kris Kringle, Died Maroz, Djed Božicnjak, sono questi i tanti appellativi per chiamare a seconda della latitudine Babbo Natale. Figura mitica presente nel folklore di molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito, la sera della vigilia di Natale. Anche in Italia Babbo Natale è una figura storicamente molto amata e si identifica, ormai, con San Nicola, anche se le due figure hanno origini storiche diverse. In Finlandia, a Napapjiri, è possibile andare anche a consegnarli personalmente una lettera per richiesta di doni. Dietro la tradizione si è sviluppato al confine del Circolo Polare Artico un grande business turistico che muove milioni di euro ogni anno.

Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira della città di Myra (antica città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri. Nei Paesi Bassi e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in Lussemburgese) arriva due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni. L'equivalente di Babbo Natale in questi paesi è Kerstman (letteralmente: "Uomo di Natale"). Babbo Natale è un elemento importante della tradizione natalizia in tutto il mondo occidentale, in America Latina, in Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale. In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, Babbo Natale è identificato con San Basilio e porta i doni ai bambini il giorno di Capodanno, in cui si celebra la sua festa.

Prima ci fu la tradizione dei regali. Poi venne il personaggio leggendario. In seguito furono aggiunti il paesaggio nevoso, la slitta e le renne. Da ultimo si disegnò l'abito rosso e bianco. Babbo Natale ha impiegato 1700 anni per diventare il sogno di tutti i bambini. Merito anche di una bibita gassata…. Fu infatti la Coca Cola a disegnare il ‘grande vecchi’ come lo conosciamo oggi. Correva l’anno 1930. La Coca-Cola aveva bisogno di incrementare le vendite nel periodo invernale. Pensò di sviluppare un’icona forte a cui affiancare la sua bottiglietta. L’illustratore Haddon Sundblom, creò una serie di illustrazioni che associavano la Coca-Cola a un Babbo Natale vestito di rosso e bianco, la versione ormai più diffusa dagli anni ’20. Da allora Babbo Natale ce lo immaginiamo così. Iconografia pienamente rispettata anche presso il Circolo Polare Artico. A casa sua Santa Claus non sta certo in pantofole. Accoglie i molti turisti in abito da cerimonia. Quello che più si settanta anni fa gli ha cucito addosso la bibita americana.

La tradizione dei regali risale a molti prima. Intorno al 300 d.C. nell'antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiarono le prime "stranae" per festeggiare il "dies natalis". La nascita di Gesù e l’anniversario dell’ascesa al trono dell’imperatore andavano festeggiati con doni, frutta e dolciumi che augurassero prosperità per tutto l’anno. Si è agganciata a questa prima tradizione l’immagine del vecchio rubicondo che se ne sta al Polo Nord a costruire giocattoli con i suoi piccoli gnomi per tutto l’anno. Poi il 24 notte prende la sua slitta trainata da renne volanti e porta i doni nelle case scivolando giù per i camini.

L’ampia parabola di Babbo Natale è lunga insomma 1700 anni. Infatti Il vero ruolo di Babbo Natale, tuttavia, non si sviluppò che nell’800. Qui iniziò a prendere maggiormente la forma che oggi conosciamo. Fu Washington Irving nel 1812 a descrivere San Nicola come uno che: “cavalca le cime degli alberi, e al tempo stesso “porta ogni anno doni ai bambini”. Nel 1821 William Gilley pubblicò un testo che lo descriveva vestito di pelliccia su una slitta trainata da renne. Nel 1823, un altro newyorkese, Clement Clarke Moore, scrisse An Account of a Visit from St. Nicholas, che iniziava col famoso verso: “Twas the night before christmas …”. Qui San Nicola è un “vecchio folletto paffuto e grassottello”, si muove con otto renne e comincia a prendere l’abitudine di passare per i camini. Ci siamo quasi, manca l’ultimo tocco, l’ultima pennellata. E bisogna aspettare un altro secolo buono. Passarono altri 100 anni per vederlo vestito dalla Coca Cola come oggi lo conosciamo.

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