RepRap: stampare in 3D oggetti dal proprio computer

Fotocopiarsi. E’ questo che sa fare RepRap. La macchina arriva dall’Università di Bath. E’ in grado di stampare parti di se stessa. La tecnica con cui funziona si chiama ‘additive fabrication’.
Funziona come una stampante, ma invece di utilizzare inchiostro su carta è in grado di produrre sottili strati di plastica che sovrapponendosi uno all’altro si solidificano. Alla fine del processo il risultato è un prototipo in 3D dell’oggetto sorgente.
Fino ad oggi la macchina è stata utilizzata per stampare alcuni oggetti di uso domestico in 3D. La novità più recente è che è riuscita a stampare in tre dimensioni tutte le sue componenti. Tutti questi pezzi sono stati assemblati insieme formando una nuova RepRap. Quest’ultima a sua volta è stata in grado di auto replicarsi. E così all’infinito. Le stampanti 3D erano commercialmente reperibili già da tempo. Fino ad oggi però nessuna di queste stampanti è mai stata in grado di fotocopiarsi.
Le potenzialità di utilizzo di questo tipo di tecnologia sono infinite. In un futuro non molto lontano sarà possibile stamparsi in casa i propri oggetti di consumo. Dall’Università di Bath lanciano questo paragone: “Pensate di avere con RepRap tutta la Cina sul vostro desktop”. Dai laboratori di ricerca in cui la stampante è stata sviluppata si grida alla rivoluzione.
Dopo l’industria editoriale già messa in crisi dall’avvento delle reti peer-to-peer e di internet, adesso anche il manifatturiero sembra trovarsi di fronte ad un improvviso cambiamento di paradigma. L’era dei prodotti personalizzati e fatti in casa sembra avvicinarsi con impressionate velocità.
Fonte: Alphagalileo.org
Autore immagine: reprap.org
23 / 06 / 2008
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