Ricostruire le immagini ed i sogni con la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI)

Predire ciò che stiamo guardando. E’ questo l’effetto dell’applicazione della risonanza magnetica funzionale (fMRI). Analizzando l’attività celebrale con questo tipo di risonanza è possibile capire come il nostro cervello processi le informazioni visive. Una scoperta che consentirà un giorno anche di ricostruire i sogni.
“La ricerca suggerisce che attraverso la fMRI possono essere raccolte molte più informazioni sui processi neurali di quanto si sia fatto fino ad oggi”, afferma Jack Gallant, neuroscienziato della University of California, Berkeley, autore dello studio. La fMRI è in grado di rilevare il flusso del sangue nel cervello, dando una misura dell’attività celebrale.
Fino ad oggi molti studi sulla risonanza magnetica funzionale si sono concentrati sulla individuazione delle parti del cervello coinvolte nei vari processi cognitivi. La novità messa in risalto da questo tipo di studio è data dal fatto di essere riusciti a valutare come i segnali neurali sono processati nelle varie parti del cervello.
Nello studio pubblicato da Nature, si rileva come prima siano state raccolte le informazioni su come il cervello analizza le immagini mettendo in moto la corteccia visiva. I neuroni della corteccia rispondono alle informazioni provenienti dall’esterno e le attività registrate in ciascuna area del cervello riflettono le informazioni visive raccolte. Tutte le informazioni così raccolte sono state usate dai ricercatori per sviluppare un modello informatico in grado di prevedere quali aree del cervello sono messe in moto dalle immagini.
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