Rivedere la formula dell’inedito. Al Festival di SanRemo solo canzoni già rodate nell’air play

Ci sono tutti a SanRemo. Se non fisicamente almeno con il pensiero. I giornali ne approfittano dedicando, nella settimana del Festival, alla Riviera attenzione ed inviati. Una formula che non passa mai, nonostante le critiche che inevitabilmente scatena. Un evento che ha messo le canzoni in soffitta per fare posto al varietà e alla presenza di illustri ospiti stranieri. Una formula tutto sommato vincente, finché parliamo di spettacolo. L’eventuale calo di ascolti della prima serata sembra trovare normalmente compensazione nelle sere successive oppure, nella peggiore delle ipotesi, nella critica attenzione ad esso bene o male dedicata dai media. Discorso tutto diverso per quanto riguarda la proposta musicale. E’ tempo che la buona musica latita sul palco dell’Ariston.
Anche questa edizione conferma la tendenza che si sta registrando da tempo. Lo scettro della direzione artistica, tornato nelle mani di Baudo, sembra potere veramente poco a fronte della fuga di spettatori dal Festival. Dal punto di vista musicale, la ragione del calo non sta tanto nella qualità dei brani proposti, quanto nel diverso modo di percepire la musica. La formula delle canzoni inedite fatte ascoltare al pubblico in tre mandate potrebbe non reggere più. A fronte della quantità enorme di musica oggi a disposizione sulle piattaforme digitali, si è modificato il nostro modo di ascoltare per la prima volta una canzone. La soglia di attenzione che siamo disposti a dedicarle si è abbassata, con una conseguente difficoltà di valutarne il valore ad un primo ascolto.
Senza contare che generalmente il focus dell’intero programma è stato spostato su presentatori, vallette, ospiti ed eventi più o meno correlati. E’ il caso probabilmente non tanto di rivedere il Festival, quanto di pensare a qualche modifica del suo regolamento. La formula dell’inedito probabilmente non è più adatta. Sul palco dell’Ariston dovrebbero arrivare alcune canzoni già ‘rodate’ nell’air play radiofonico. I circuiti radio nazionali nei tre mesi precedenti il Festival dovrebbero istituire della ‘quote SanRemo’ dedicate al passaggio dei brani in lizza per l’Ariston. Una percentuale di simile quota dovrebbe essere riservata ai cantanti emergenti. Si tratterebbe in sostanza di una forma di iscrizione al Festival fatta tramite il gradimento del pubblico radiofonico. Alla kermesse della città dei fiori potrebbero accedere infatti solo i brani che hanno ottenuto maggiore consenso a livello di air play.
Nei giorni del Festival i cantanti in gara andrebbero a presentare le canzoni già ascoltate nelle radio in forma rivista, spettacolarazzandole. Simile forma aiuterebbe ad esaltare il contenuto di molti brani dati molto spesso per scontati. Il giudizio del pubblico si andrebbe così a concentrare sulle forme comunicative scelte dall’artista. L’Ariston diventerebbe una fucina di progetti artistici e discografici che potrebbero andare ben aldilà delle cinque serate di spettacolo. Le tecnologie digitali oggi a disposizione non impediscono certo di scatenare la fantasia, immaginando un Festival che attira attenzione durante tutto l’anno, dando casa a tutti quei progetti nati sul palco di SanRemo. La musica italiana deve tornare ad essere un ‘prodotto’ di qualità. L’importante è dare ad essa spazio, lo merita. Nello stesso tempo siamo altrettanto convinti che finché c’è musica c’è spazio.
(Autore immagine: Flickr mattepise - Authorization Licensed)