Sogni fatti di carta. Gli origami giapponesi: oggetti di ornamento e mezzi di svago

Tra le varie forme che può assumere la creatività ce ne sono alcune capaci di catturare la nostra immaginazione sensibilmente in maniera maggiore. E’ sicuramente il caso degli ‘Origami’ giapponesi. L’etimologia della parole ne spiega immediatamente il senso. ‘Ori’ significa ‘piegare’, ‘kami’ significa ‘carta’. L’arte sta nel realizzare personaggi e figure da un solo foglio di carta senza utilizzare forbici. Piegandola e basta.
La pagina di Delicious stamani rimandava al sito di Eric Joisel. Il creatore del sito ha partecipato ad una serie infinita di esposisizoni dedicate a questa ‘arte povera della carta’. Per valutarne le realizzazioni è sufficiente vedere sulle sue pagine alcuni dei lavori da lui esposti negli ultimi anni alle manifestazioni dedicate a questa antica forma d’arte.
Originariamente gli origami si sono diffusi in Giappone. Nel VII secolo D.C. la carta inventata in Cina arriva nel paese del sol levante. Viene utilizzata nel palazzo reale per creare abbellimenti e ornamenti. Sono i primi orgami, quelli dalle forme più semplici. La mania di creare oggetti di carta si estende piano piano anche in occidente. Solo nel XX secolo queste creazioni di carta cominciano ad essere meglio conosciute e diffuse ad Ovest. Ad oggi sono molti i libri e i siti che insegnano come fare origami. Su google di possono trovare addirittura le istruzioni per cominciare a praticare questa nobile arte.