Sventato un complotto contro Obama. Parole e fantasmi ed il pericolo emulazione

Ieri un articolo di spalla di Repubblica, poi ieri sera anche la versione web del giornale, paventavano un rischio. Il web in serata ha girato questo rischio in tentativo concreto, Quello finora taciuto del tentativo di assassinare Obama. Il candidato democratico in corsa per le prossime presidenziali è figura carismatica che nel giro di un anno è riuscita a comulare una massa di consensi impensabile. Il segno che lo contraddistingue, affermano tutti i cronisti, è la parola. La capacità di volare alto nel pensiero e nella formulazione di un discorso che non sia mai inedaguato alla situazione fatto con dovizia ed intelligenza.
Nel gioco delle parole di questa campagna elettorale adesso compare anche un termine messo in soffitta almeno dall'omicidio Kennedy. Dietro le speranze legate ad Obama anche stavolta si cumulano i desideri di un mondo in cerca di riscatto da tutta una serie di fenomeni che sembrano essere usciti totalmente dal controllo. Dietro Kennedy potevano essere quelli legati alla guerra fredda ed alla fine della guerra in Vietnam, dietro Obama sono quelli legati ad un'economia malata e ad una crisi finanziaria di cui per ora nessuno sa la fine.
Adesso spunta un fantasma tanto pericoloso da essere concreto. La versione online di Repubblica di ieri conferma che effettivamente qualche organizzazione di estrema destra abbia tramato per togliere ad Obama la possibilità di correre l'ultimo miglio della gara presidenziale. Fa riflettere questo modo di impostare lo scontro elettorale. La notizia è doppiamente pericolosa, non solo per il tipo di comportamenti che avrebbe già generato, ma anche per tutti i fatti che potrebbe andare a generare. D'altronde il ruolo dell'informazione è questo, informare il mondo su quello che succede. A volte il rischio è quello di farne un abuso di questo dovere, ricamando fin troppo a dovere su certe notizie.
Esistono anche le profezie che si autoavverrano. Perciò attenzione ad agitare troppo i fantasmi, potrebbe materializzarsi realmente. La figura di Obama in questo momento incarna la possibilità del cambiamento. Sono troppi i fattori che fanno pensare ad una leadership illuminata. Nello stesso tempo nessuno ha ancora avuto occasione di vederlo all'opera. Le aspettative necessitano di prove concrete per verificare di essere state ben riposte. Poi si comincierà anche in quel caso il solito balletto delle cifre, un giochetto che all'opinione pubblica piace poco e che personalmente mi lascia freddo tutte le volte che a queste cifre si ricorre per misurare la forza politica di un movimento o di una manifestazione. Ogni tanto maggiore moderazione, non in questo caso ma più in generale, non guasterebbe. Consentirebbe se non altro a certi fantasmi di non trovare posto in quel giochetto abbastanza pericoloso che si chiama emulazione.
28 / 10 / 2008