Testo e utopia nelle canzoni. Una buona ricetta per la musica italiana Una semplice riflessione domenicale. Sulla musica e su quanto siano cambiati i nostri gusti negli ultimi anni. Sono cresciuto dentro un sapere cantautorale in cui è da privilegiare il contenuto sugli arrangiamenti e sullo spettacolo. Stamani la radio ha messo ‘Wish you were here’ dei Pink Floyd ed ascoltandola mi sono trovato ad osservare quanto di siano complicati gli arrangiamenti musicali. Quasi a voleri controbilanciare una mancanza di contenuti nel testo dei pezzi.
Altro argomento è poi quello relativo ai mondi descritti nelle canzoni. Le grandi canzoni hanno sempre attinto ad un grande immaginario collettivo che sembra essersi progressivamente perso. Nella produzione italiana sto ritrovando qualcosa di simile solo nei pezzi dei Baustelle e nelle ultime canzoni di Irene Grandi, sempre a marchio Baustelle. Credo che questi due elementi siano due buone tracce su cui lavorare per dare alla musica italiana maggiore vigore artistica e maggiore dignità intellettuale.
16 / 05 / 2010
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