Un motore che va senza carburante

Arriva dalla Grecia una notizia i cui sviluppi promettono di rivoluzionare il settore automotive. Un ricercatore avrebbe inventato un motore capace di autoalimentarsi, producendo energia senza ricorrere ad alcuna risorsa esterna. Un meccanismo rotatorio interno al motore è all’origine del risultato. La sintesi delle sue posizioni e le sue forze di connessione interne gli consentono infatti di produrre l’energia necessaria al suo funzionamento. Lo sviluppatore del sistema, aderante al circuito IRC,. sta cercando accordi di licenza e cooperazione tecnica per sviluppare ulteriormente la tecnologia.
La tecnologia sviluppata consente, sfruttando la sintesi delle posizioni del motore stesso, di costringere il meccanismo a sfruttare le sue forze interne al fine di mantenere la quantità di energia ad un livello transitorio costante, di riprodurre continuamente il movimento del meccanismo rotatorio inserito al suo interno, di mantenere la quantità totale di energia ad un livello stabile. La dinamica così realizzata all’interno del sistema consente allo stesso di produrre una quantità di energia maggiore rispetto alla quantità fissa di energia assorbita dalle forze interne del motore.
Dai principi della meccanica è noto che un corpo solido può muoversi in orbita circolare quando le forze esercitate su di esso nella direzione del suo asse di rotazione non producono alcun movimento. Nel motore sviluppato da questo ricercatore il motore stesso genera due forze uguali ed opposte (F e F’) che costantemente esercitano sul meccanismo una sollecitazione tale da produrre un moto rotatorio. Nello stesso tempo infatti F è esercitata scomponendola in due forze uguali ma opposte, strasformandola in una situazione di equilibrio del meccanismo che non produce alcun movimento rotatorio. F’ invece consiste in una forza positiva che mette in rotazione il meccanismo. Secondo il principio di equilibrio un corpo per giungere in una posizione di equilibrio deve essere sottoposto a forze opposte la cui risultante è pari a zero. In questo caso le forze radiali F e F’ esercitano sul meccanismo una sollecitazione tale da produrre un moto rotatorio, mentre la risultante delle due forze esercitate non è pari a zero. Da questo surplus di energia prodotto il meccanismo trae quanto necessario a produrre il movimento.
Il motore così sviluppato avrà lo stesso volume dei motori tradizionali, ma a parità di volume sarà in grado di sviluppare maggiore energia. Questo meccanismo non si alimenterà con combustibili fossili e non svilupperà alto livelli di temperatura. Il livello di manutenzione necessario sarà estremamente basso contribuendo a minimizzare i costi dell’energia, ad eliminare tensioni per l’acquisizione di risorse energetiche naturali, a ridurre notevolmente il livello di inquinamento e a sviluppare nuova opportunità di sfruttamento e un migliore standard di vita.
(Autore immagine: flickr Old Steam Engine plecojan)