Una campagna elettorale strisciante in un’Italia priva di vere fondamenta Disorientamento. Credo sia questo il termine più ricorrente nella testa delle persone che si recheranno la prossima settimana alle urne. Mentre è ancora alto il numero di coloro che potrebbero scegliere di astenersi dal voto, si fanno sempre più forti le pressioni nei confronti di questi voti moderati affinché possano decidersi a varcare la soglia delle urne. Specialmente il centrodestra teme che questi voti siano decisivi per non finire troppo sotto rispetto ad un centrosinistra che nelle amministrativa è sempre riuscito ad avere la meglio.
Il disorientamento è vari fattori. Primo fra tutti il pasticciaccio delle liste in Lombardia e nel Lazio che ha egemonizzato la campagna elettorale per almeno tre settimane. E’ andata a finire che piuttosto che di contenuti, si è parlato di procedure e di ricorsi, rendendo i lettori ed i telespettatori sicuramente edotti su come presentare istanze ai tribunali amministrativi, ma senza metterli in grado di valutare nel merito i programmi elettorali dei vari candidati.
Altro fattore è stato sicuramente il provvedimento sulla par condicio adottato dal Consiglio di Amministrazione della RAI. Impendendo alle televisioni di mettere in onda talk show dove potessero confrontarsi i candidati di lista si è sicuramente reso un cattivo servizio al cittadino medio, riducendo notevolmente le fonti di informazione a cui attingere per sviluppare un proprio convincimento su come votare o sul se votare.
C’è poi la prova di forza di ieri che non sapremo mai se sia stata o meno un prova di forza. 150 000 manifestanti od 1 000 000? La differenza non è certo risibile e nessuno ci racconterà mai esattamente quanti sia stati i partecipanti alla manifestazione organizzata dal premier Berlusconi. Nel solito ballo delle cifre colpisce la faciloneria con cui si alza o si abbassa il pallottoliere. E nessuno che abbia saputo dai banchi dell’opposizione costruire, almeno limitatamente a questa cosa, un ragionamento interessante. Bersani ha saputo solo dire che si augura che Berlusconi non diventi un capopopolo.
Il disorientamento è forte. E l’attenzione è stata completamente spostata dai politici e dai mass media su questioni che poco hanno a che fare con il voto. Nella continua spettacolarizzazione della politica purtroppo succede anche questo e purtroppo ci saranno molti elettori che non si renderanno nemmeno conto del loro disorientamento. Il rischio è quello di consegnarci e di consegnare agli italiani di domani un’Italia priva di fondamenta, come descrive bene oggi Della Loggia sul Corriere.
Un paese in cui il cinismo rischia di vincere sull’onestà intellettuale. “Il cinismo che sa come va il mondo e dunque non se la beve; che appena sente predicare il bene sospetta subito il male; che ha il piacere dello sporco, del proclamare l’ubiquità e la forza. Quel feroce tratto nazionale che per principio non può credere in nessuna cosa che cerchi la luce, che miri oltre e tenga lo sguardo rivolto in alto, perché ha sempre bisogno di abbassare tutto alla sua bassezza”. Lui ne parlava riguardo alla lettere di Benedetto XVI ai preti pedofili. Purtroppo sono parole che risuonano un po’ ovunque nel nostro paese.
Marco Bennici
21 / 03 / 2010
Pagine correlate politica
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Una campagna elettorale strisciante in un’Italia priva di vere fondamenta '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Innonation scrivere all'indirizzo email marco.bennici@hotmail.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema politica società italia
Segnala un sito/link di approfondimento
|