Venezia Lab. I momenti della 'geografia del possibile'

Estensioni di significato. Riprendere ‘pace’. Prendersi la pace. Aveva una videocamera e si era dato il compito, non certo facile, di dare un estensione a quel concetto Alla pace manca la punteggiatura Alla pace mancano le consonanti è un suono ae ae ae ae ae Ritmicamente pronunciava quel nome che invano sarebbe stato pronunciato fino a quando non avesse compreso il senso C’erano dei bambini che saltavano C’era una tavola imbandita su cui si tagliava il pane a fette C’era un prato verde di pioggia dove non c’era ancora nessuno C’erano tutte queste immagini che stava riprendendo e c’era solo un suono
Essere ‘umanità’ Un insieme civilmente ordinato di persone Un gruppo di uomini e donne che lavorano per un fine Uno stato d’animo fatto di cordialità e prossimità Nel silenzio della ripresa si vedevano alcune lavoratori che battevano il ferro Un panettiere che montava le ceste su una triciclo da spingere versi la città Una fila di persone che sorridendo montava su un treno Erano le immagini che avrebbe voluto vedere ogni giorno Erano i riflessi di un altro modo di stare Si sommavano in esso il silenzio e la tranquillità fatta di una quotidianità mai scontata
‘Sviluppo’ Il luogo più lontano Quello della sera in cui si raccolgono i frutti di una giornata di lavoro Quello in cui i numeri servono solo come momento di verifica del percorso fatto Dita su una tastiera Le riprese mentre una voce si cominciò a levare dal silenzio rimettendo a posto punti e virgole. Il periodo di un qualsiasi discorso è sempre un pezzo di strada compiuto. Su di esso si possono costruire nuove cose, nuovi concetti. Mise le immagini di un ufficio, quelle di una strada in costruzione e quelle di una cassa che batte contante. Poi mise il compimento di tutto questo moto circolare: un bambino che apriva il suo sorriso sul mondo. Era questo il motivo di tutto quel progredire, era questo il motivo di quel fucile.
(Autore foto: Flickr Moon N Sunrise)